Archivio mensile:giugno 2012

Babbo Natale è morto – capitolo I

L’amico di mamma e l’idea della lettera

Sabato 1 Dicembre 2012

La nostra storia inizia il primo di Dicembre di quest’anno, durante il Sabato che precede la prima domenica d’Avvento.

Protagonista della nostra storia è Tommaso, un bambino come molti altri, che frequenta la seconda media nella scuola gestita dalla circoscrizione di una città il cui nome non ci interessa davvero, ma che risulta ovviamente situabile nel territorio della Repubblica Italiana.

Inizialmente avevo pensato di raccontarvi gli eventi più importanti della storia di tommaso fino a quel primo di Dicembre, mi sono ricreduto. Cosa potrebbe nascondere, dopotutto, la biografia di un bambino? Niente di che, niente che non possa essere successo anche a tutti gli altri. Una sola cosa aveva determinato un cambiamento improvviso nella sua vita, e ve ne renderete conto molto presto, ciò che successe più o meno in questo stesso periodo, ma nel 2011. Ne parleremo più tardi.

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Il concetto di “carità”

Il concetto di “carità”, nell’accezione più volgare di “elemosina”, si è andato evolvendo, nei secoli.
Un tempo era una concessione, il frutto della “bontà” di una persona nei confronti di un’altra.

Oggi è qualcosa di dovuto, e chi non la fa è un mostro.

Ma siamo sicuri di non aver perso di vista la realtà? Chi ve lo dice che gli altri debbano per forza essere caritatevoli con voi?
L’impressione è che, mentre prima, ma forse mi sbaglio, chi aveva di più faceva un’opera buona condividendo questo “più” con chi aveva meno, ora chi ha di più è una sorta di demonio, e bisogna costringerlo a privarsi di quel “più” ad ogni costo, perché la giustizia è questa. Leggi il resto di questa voce

Babbo Natale è morto – Premesse

 Così ho iniziato a scrivere un altro libro, sperando di finirne qualcuno, prima o poi.

Premesse

La storia che state per ascoltare non è una storia come tutte le altre.

Questa è, infatti, una storia vera.

Ma non una storia vera come quelle che si vedono nei film, ispirata ad articoli di giornale, testimonianze o dichiarazioni.

Non è una storia vera neppure nel senso di “autobiografia”, l’autore non ha vissuto nessuna di queste vicende, in nessun modo, da nessun punto di vista (e si invitano i lettori che conoscano l’autore ad evitare di costruire parallelismi: loro non centrano).

È una storia vera nel senso più proprio del termine: perché questo genere di storie non si raccontano al passato, con precisi riferimenti spazio-temporali, ma in un passato/presente/futuro indistinguibile, e si avverte in anticipo che il riferimento spazio-temporale adottato è una semplice comodità. Leggi il resto di questa voce

Padre

Padre

Se pensandoti arrabbiato
deluso, contrariato, amareggiato
potrò fare a meno di tremare;
se quando meritando la sberla una carezza
perché mi ami mi sfiorerà con delicatezza
e non mi sentirò un verme, non ne verrò umiliato;
se mi regalerai sorrisi con leggerezza, senza pudore
per paura di non essermi amico, perché non vuoi che provi timore
e sorridendo ti ricorderò, come quel vecchio che mi faceva sì tanta tenerezza;

potrò anche chiamarti padre,
potrò anche volerti bene,
ma mai, ti assicuro
come te vorrò
essere.

Una vecchia poesiola per farmi perdonare il wall text, devo curare la mia prolissitudine (lo so che si dice prolissità, ma prolissitudine è più bello).

Diritti e doveri?

Fin da quando eravamo bambini, fin da quando ERO bambino (in questo momento il mio essere ancora bambino non è così utile alla trattazione, e non mi veniva in mente un’incipit più intelligente, ecco) gli adulti ci riempivano la testa con tutte queste parole strane: sembrava, e a molti sembrerà ancora, che esistessero cose come i “diritti” e i “doveri”, cose inviolabili, cose sacre, cose eterne.
Ma io vi chiedo, adulti del 2012, di smetterla di riempire la testa dei bambini con questi concetti incomprensibili (queste stronzate, sì, ci siamo capiti), che saranno sicuramente fraintesi da qualsiasi bambino degno di questo nome, e mi spaventerei se un bambino di 10 anni capisse davvero cos’è un diritto, per diversi motivi che ora non voglio condividere (la colpa è di un conflitto di congiuntivi, prendetevela con la mia grammatica).
Il rischio è infatti che i bambini ci credano davvero, ai diritti, e se Rousseau scriveva di non parlare di Dio con i bambini perché essi non fraintendessero, io dico di non parlare nemmeno di legge o di diritti, tanto meno di doveri, il fraintendimento dei quali è ben più pericoloso del fraintendimento di Dio (Rousseau non credeva che la conversione dipendesse dalla volontà di Dio, la mia esperienza mi dice che si sbagliava di grosso).

Il fatto è che i diritti non hanno nulla di inviolabile, nulla di trascendente, nulla di eterno, e mi sento davvero un cretino a doverlo scrivere, perché persone più intelligenti e più colte di me lo ripetono da un paio di secoli (anche se io penso che, a suo modo, lo avesse capito già San Paolo, e chissà quanti prima di lui), ed in generale non hanno un valore maggiore di quello che si accorda loro, poiché sì, i diritti sono del tutto, completamente umani.  Leggi il resto di questa voce

Stasera volevo scrive

E’nvece domà c’è la prima prova de la maturità. 
Per rispetto alla decenza (e alla degenza) evito di mettermi a scrivere alle 23.20, in compenso qualcuno potrebbe pagare per la frustrazione subita.
Ah beh, se capita un saggio breve de quelli incazzati…  

Dove neodarwinismo coincide con creazionismo: il bluff della “selezione naturale”

Dove neodarwinismo coincide con creazionismo: il bluff della “selezione naturale”

di Giorgio Masiero*
*fisico e docente universitario

In un recente articolo, Michele Forastiere ed io abbiamo calcolato la probabilità che una proteina si sintetizzi per caso: P « 10-100, come dire che l’eventualità appartiene al regno umbratile del paranormale. L’irrealizzabilità è confermata da Richard Dawkins, che nel suo best seller “L’orologiaio cieco” (1986) dà per l’emoglobina P ≈ 10-190. Per una cellula, il numero precipita: P < 10-40.000. Per gli organismi viventi più complessi poi, la matematica ricorre a potenze di potenze: perché infatti in un organismo appaia un nuovo organo, è necessario che innumerevoli giuste combinazioni conferiscano simultaneamente a più geni i caratteri complementari necessari ad esercitare la nuova funzione; che il nuovo organo sia coordinato con il resto dell’organismo, cioè che la sua funzione sia integrata a quelle correlate di altri organi; che in sincronia nuovi sistemi di regolazione capaci di assicurare il corretto funzionamento di tutti gli organi appaiano nell’organismo…, e le improbabilità si moltiplicano ogni volta. Leggi il resto di questa voce

Dimostrazioni e confutazioni

Non ho mai sostenuto le dimostrazioni o le confutazioni sull’argomento “esistenza di Dio”, ritengo infatti che sia superbo pensare di poter arrivare a tanto, per un essere umano, e anche quasi blasfemo: il nome di Dio non si pronuncia invano.
Tuttavia, a volte succedono cose che si fanno indizi della Sua presenza, qualcuno li chiama “angeli custodi”, io li chiamo “calci in culo”, dottrinalmente penso che si parli di “provvidenza”, se non di “Spirito Santo”.
Ebbene, dopo un esame davvero orribile (ero fisicamente ed emotivamente provato, soprattutto perché in gioco non c’era solo un pezzo di plastica), ho avuto la fortuna di trovarmi un esaminatore “comprensivo”, sono patentato.
Bah, in fondo potrebbe essere stato anche solo il “caso”, ma ci vuole fede pure per credere al caso, sono tutte cose su cui non possiamo avere certezze logiche. So solo che spero non mi capiti più di guidare così.

CRISTO VIVE

Dio è morto

Dio è morto
non cercar la sua ombra
nel mondo

Dio è morto
non più un valore
che non scegli tu

Dio è morto
non abbracciar la catena
niente più ti frena

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