In oculo Serpentis – Capitolo I (Il perdono di Babil)


Continua da qui (https://osservaetaci.wordpress.com/2012/05/24/in-oculo-serpentis-lincipit-5/)

Non dovevo far che parlare, parlare e ancora parlare, questo si fa davanti a persone del genere, così gli raccontai come, giorni prima, mi ero scervellato per ore per capire come potesse esistere un libro del genere: le parole erano scritte in una moltitudine di lingue diverse, e ogni volta che si riapriva una pagina essa cambiava, a volte cambiava anche sotto ai miei occhi e si vedeva chiaramente l’inchiostro scivolare da una riga all’altra, da una parola all’altra, senza alcun senso apparente.

Mi era stato dato di sabato sera, o meglio notte: a mezzanotte in punto stavo tornando a casa dal lavoro, a piedi; nel buio sentii una mano premere sulla mia spalla, così mi voltai e l’ombra fu improvvisamente illuminata da una luce incorporea, che non veniva da nessuna parte.

Era un ragazzo, o almeno non sembrava più vecchio di me, ma prima di accorgermi di questo dovetti constatare che era completamente ricoperto di sangue: il sangue era al posto delle sue lacrime, del suo sudore, persino la pioggia che cadeva sui suoi capelli si faceva subito di un colore scarlatto e lucente, tanto che avrei scommesso che proprio rossi fossero i suoi capelli.

Era terrificante, quella visione mi aveva paralizzato a tal punto che non riuscii nemmeno a sorprendermi, a rendermi conto che il tempo passava o che esisteva ancora, un tempo, io ero fermo ed il mondo era fermo, quell’essere mi guardava negli occhi, nascondendo i suoi con una cataratta di sangue. Non ricordo di aver visto muovere i muscoli del suo viso, perché nella mia memoria sono sempre rimasti tali e quali, rossi e freddi, ma in qualche modo mi parlò:

Questo mondo sta per finire, Giosuè, devi ascoltarmi…”

Cercai di ignorare l’aspetto assurdo di quella persona, convincendomi per un istante che la stanchezza, la pioggia o magari qualcosa che avessi mangiato o bevuto quella sera stesse creando una sorta di allucinazione, quindi di pensare a qualcosa di razionale.

C-come fai a conoscermi? Io non…”

Questo non ti riguarda. Devi solo ascoltarmi.”

Pietrificato, lo lasciai continuare.

Manca poco, nel frattempo tu dovrai vedere molte cose con i tuoi occhi, con i miei… Tu solo puoi…”

Mi sbatté con forza il libro contro il petto e svanì nel nulla, mentre io faticavo per impegnarmi a non far cadere sull’asfalto bagnato il libro e, contemporaneamente, a non perdere la testa, che già girava anche troppo per conto suo.

Tornato a casa, la trovai deserta, ma non me ne curai, volevo solo buttarmi sul letto e dimenticare quella folle serata. Manco a dirlo, non appena entrai in camera trovai il ragazzo seduto sul mio letto.

Ora era pulito, il sangue sembrava esser stato lavato via, però nascondeva la testa e gli occhi sotto il cappuccio della felpa.

Accomodati pure, Giosuè, forse non riesci a leggere?”

Ma quella era casa mia! Questo entra senza chiedere, si sistema silenzioso in camera e mi invita addirittura ad accomodarmi? Inconcepibile, ma mantenni la calma.

Accomodati? Che ne dice di andarsene subito, invece? Non so nemmeno chi sia, lei!”

Nessun nome, non oggi.”

Bene, ma gradirei che per lo meno si facesse vedere in faccia, quando mi parla.”

Allungai una mano verso il cappuccio, ma la bloccò con un gesto fulmineo, gli bastò un dito.

Le stesse mani di tua madre…”

Mia madre? È morta da più di 20 anni, come…”

Dunque? Poco più di un attimo fa, in realtà, di questi tempi vi curate troppo del tempo, ma non c’è tempo per parlare di questo.”

“Non capisco…”

“Non preoccuparti: capirai tutto, prima o poi, non andare di fretta, non abbiamo abbastanza tempo.”
“Prima mi dici di non curarmi del tempo, poi di non andare di fretta, e poi di non avere tempo? Sei completamente pazzo!”

No, non lo sono, c’è tempo e tempo, ma questo sta a te scoprirlo.”

Decisi in poco tempo di smettere di pensare a quelle parole deliranti, stava solo cercando di confondermi.

Voglio solo sapere cosa vuoi da me.”

Io? Niente. Sei tu che dovresti voler qualcosa da me.”

Indicò con un dito il libro che tenevo ancora con la mano sinistra.

Non mi interessa gran che, puoi riprendertelo…”

Assolutamente no, e perdonami di non aver tenuto conto l’altissima probabilità che uno come te non conoscesse la lingua di Babele, purtroppo non ci sono abituato.”

Mi strappò il volume dalle mani, strofinò la copertina, lo aprì e lo fissò intensamente, o meglio, lo tenne aperto sotto il cappuccio, per almeno un paio di minuti, poi lo lasciò sul letto.

Buona lettura.”

Mi risvegliai di soprassalto, trovai mia moglie al mio fianco, sembrava tutto assolutamente normale: era stato solo un sogno?

Niente affatto, il libro era ancora là, solo era caduto a terra. Solo ora notai, sulla copertina, un simbolo sconosciuto ed inquietante: un serpente che si morde la coda formando un cerchio perfetto, e all’interno altri tre più piccoli ed identici tra loro, disposti come i vertici di un triangolo equilatero. In ogni cerchio una lettera: Aleph in quello di sinistra, Tau in quello di destra. Non è lo stesso per il vertice superiore: otto linee nascono nel centro della circonferenza serpentina per poi dividerla in archi identici, attraversandola ed irradiando l’esterno come i raggi di una stella. Tre occhi stilizzati occupano lo spazio tra i tre cerchi, ognuno di essi ne osserva uno diverso ed i loro sguardi non si incontrano mai. Il tutto è di un cupo color sangue, o forse era proprio con il sangue che fu disegnato su quella fodera di pelle, e chissà che pelle era.

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 13 luglio 2012, in In oculo Serpentis con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. molto bene Michele!

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