In oculo Serpentis – Capitolo II


Ci si sente il 12 Agosto!

2

Inferno

Guardai l’orologio e scoprii che erano ancora le 3 di notte, in effetti era buio pesto. Perfetto, pensai, uno psicopatico è riuscito a rovinarmi il sonno della domenica, e di certo non sarei riuscito a riaddormentarmi con quella roba in mente. Presi quindi il tomo e lo portai con me in salotto, lo appoggiai sul tavolino e, con cautela, lo aprii. Le pagine erano bianchissime, l’inchiostro più nero della pece, la carta ancora tiepida, come se fosse stato stampato pochi minuti prima. Era scritto a mano.

Quello che stai per leggere è la cronaca di ciò che ho visto durante la mia permanenza in questa terra. Leggendolo capirai cos’è successo, succede e succederà. Consideralo una richiesta di aiuto e rispondi alla mia chiamata, ti prego. Perché solo in questo modo potrò salvare coloro che amo, e tra quelli ci sei tu. Durante la mia lunga vita ho sofferto e gioito, io mi batto perché voi possiate fare lo stesso, perché colui che non sono ancora pronto a nominare non vinca. Non so se riuscirò a salvare anche me, ma questo non è importante, ho già avuto tante di quelle opportunità, che la speranza pare ingiustizia, ma voi non solo potete: voi dovete. Forse sbaglio a dirti questo ma la Giustizia mi impone così: non sei costretto ad accorrere, libertà hai avuto nascendo, libertà avrai ancora morendo. È però presto per parlare di questo: osserva e taci.”

Osserva e taci? Quanto bastava per sospettare nuovamente della sanità mentale di quel tizio, che diamine avrebbe voluto dire tutto ciò? Nemmeno un bambino scriverebbe parole così deliranti, sembrava uscito da un romanzo fantastico di pessima qualità!

Tanto vale continuare a leggere, pensai, posai quindi nuovamente gli occhi su quelle pagine ma… non c’erano più le pagine! Non solo: non c’era più il tavolo, non c’era più il tappeto del salotto, non c’erano più le mura della stanza! Guardandomi intorno non riuscivo a vedere nulla, ma attenzione: non è un nulla facile da immaginare, poiché non c’era luce, non c’era un pavimento, non c’era niente che si potesse vedere, sentire, toccare, niente di niente, il nulla assoluto. Cercai di respirare, ma non c’era nemmeno l’aria, mi accorsi però che non ne avevo bisogno, ma questo non mi impedì di spaventarmi.

All’improvviso un suono assordante, come potrebbe essere un suono qualsiasi in condizioni di assoluto silenzio; una voce: “Padre, padrone e maestro Samael, lo abbiamo preso.”

Mi si avvicinò la sagoma di un uomo, per quanto potessi percepire un “avvicinamento” in quelle condizioni, semplicemente apparve di fronte a me, poi un’altra sagoma nel lato opposto del mio campo visivo, ed al suo fianco un bambino canuto. Riconobbi nel bambino il ragazzo della sera prima, “andiamo bene”, pensai.

Molto bene – disse sommessamente la sagoma che era arrivata per seconda – ne sei felice, Ishramit? Questo lo faccio per te!”

Per niente – rispose il fanciullo – con quella cosa vuoi distruggere gli esseri umani.”

Appunto, staremo meglio senza.”

Lui non vuole questo, e tu assomigli sempre di più ad Helel.”

Non dire assurdità, e non pensare che mi interessi qualcosa di ciò che pensa quello lì! Creare gli umani, osare chiamarli figli, rimpiazzarci con esseri deboli e mortali!”

Il dialogo procedeva lento e senza emozioni, le voci erano come ovattate.

Padre – esordì l’altra sagoma – il Tukor è di qua, mi segua.”

No, Gonderilmis, non posso nemmeno guardare il Tukor! Per questo motivo sarai tu ad usarlo, ancora non ti conosce…”

No, Samael – il bambino prese la parola all’improvviso, ed i suoi occhi brillarono al punto di far quasi svanire le due sagome – io non avrò mai più nulla a che fare con te; e tu, Gonderilmis, tu ancora lo chiami padre? Faccio a meno di entrambi!”

Vidi allora il ragazzino correre, correre, e ancora correre per spazi infiniti. Raggiunse l’altra sagoma che gli indicò senza esitazione un punto che si trovava alla mia destra, lì compare un piccolo oggetto piramidale, sospeso nell’aria. Ishramit lo afferrò con la destra, poi anche con la sinistra, un’intensissima luce bianca mi avvolse e mi impedì di tenere gli occhi aperti. Ebbi paura, per la prima volta mi resi conto che tutto ciò stava succedendo davvero, e che non era la mia immaginazione, né le farneticazioni di un pazzo.

Annunci

Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 3 agosto 2012, in In oculo Serpentis, Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Grazie Michele! Ci risentiamo il 12 …

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: