Archivio mensile:settembre 2012

In oculo Serpentis – Capitolo III

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Paradiso

Ero nello studio di questo sedicente psicologo e, nonostante questi mi chiedesse spesso di fermarmi, continuavo a raccontare e a parlare di ciò che avevo vissuto poco tempo prima, senza nemmeno prendere fiato, come se fossi in una sorta di trance.

Affermai che, una volta aperti gli occhi, mi ero ritrovato in un altro luogo, molto diverso: sentivo la presenza di qualcosa, vicino a me, ma una luce ancora più forte di quella emanata dal Tukor mi impediva di comprenderne la natura, o di riconoscere la fonte di quel calore che aleggiava nell’aria, ma soprattutto di capire cosa mi rendesse così felice senza che ne avessi alcun motivo.

A questo punto il dottore mi colpì, facendomi tacere per la prima volta, ricordo ancora chiaramente il brivido che mi attraversò dalla testa ai piedi nel momento in cui tornai alla realtà.

“Mi scusi, ma di solito cerco di sapere più elementi possibili riguardo la vita dei miei pazienti, prima che inizino a raccontare i fatti direttamente pertinenti al caso in questione. Di lei non conosco nemmeno il nome, per favore…”

“Oh scusi, non mi sono presentato? Asclepiadei, Giosuè Asclepiadei è il mio nome.”

“Perfetto, continui pure, data la situazione non penso mi convenga sapere altro su di lei, per questa volta lasceremo quella parte per ultima.”

Il suo tono era quasi compiacente, eppure nella mia testa suonò come un ordine perentorio. D’altronde, non ricordavo, né allora né poi, come fossi arrivato in quella stanza, né perché.

“Va benissimo.” Leggi il resto di questa voce

A luce spenta 2/2

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A luce spenta

parte seconda

Dopo una giornata passata alle prese con il chiasso della città; con le masse indistinte di persone sconosciute che se ne sono andate a sistemare i loro affari sconosciuti chissà dove, chissà quando, chissà perché, ma che intanto entravano, in qualche modo, violentemente nella mia giornata; con le infinite luci, gli infiniti bip, le infinite informazioni fondamentalmente inutili e già scartate che non hanno fatto altro che bombardare i miei occhi e la mia testa senza chiedermi il permesso…

Finalmente

a

casa.

Finalmente solo.

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Sulle speranze, sul mondo migliore, sul migliore dei mondi possibili.

“Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla Terra, e non credete a coloro che vi parlano di sovraterrene speranze! Sono avvelenatori, che lo sappiano o no.” [Friedrich Nietzche, Così parlò Zarathustra]

Osservando la gente, osservando i mille discorsi che si fanno, osservando quel poco che conosco della storia e della filosofia mi sono reso conto di una cosa.

L’uomo stenta ad accettare il mondo così come è, l’uomo cerca sempre un mondo migliore, non si accontenta perché questo mondo in qualche modo non piace mai, nemmeno a coloro che dicono di amarlo, perché in questo mondo ci sono le brutture, e l’uomo ambisce ad un mondo senza brutture. E c’è altro: l’uomo vuole, molto spesso, che quel mondo senza brutture sia lo stesso mondo in cui vive, non vuole tanto un “altro” mondo, ma un mondo trasformato: un mondo che sia il mondo che è, e che sia diverso dal mondo che è. Leggi il resto di questa voce

A luce spenta 1/2

A luce spenta

parte prima

No, questa volta ce la farò da solo, questa volta non avrò paura.

Ero tutto solo, quella sera, in quel momento. In realtà tutta la famiglia era in cucina, dopotutto era ora di cena. Dovevo andare a prendere qualcosa di sopra, ora non è importante sapere cosa fosse, ma quella volta non avevo voluto che qualcuno mi accompagnasse, ero sicuro di essere capace di arrivare fino in fondo da solo, senza nessuno vicino, persino con la luce spenta.

Il buio.

Il buio non fa paura.

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«Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre

«Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre

Calendar 8 settembre, 2012


di Stefano Bruni*
*pediatra

Questa lettera è dedicata a mia mamma ma è dedicata anche a tutte le altre mamme presenti e future, perché troppo spesso dimentichiamo di ringraziarle per averci messi al mondo e per averci amati per una vita intera nonostante i tanti condizionamenti provenienti dal mondo che le circonda.
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Campo mobile nazionale 2012

Babbo Natale è morto – Capitolo IV

Spedizione al polo, parte prima

Martedì 4 Dicembre 2012

Lo so, sì, me ne rendo conto.

Questa doveva essere la storia di Tommaso, questa è la storia di Tommaso! Ed il ragazzo è ancora troppo giovane per andarsene in giro per due giorni senza che nessuno sappia dov’è, senza che nessuno se ne preoccupi. Tuttavia, sono costretto a darvi questa triste notizia.

Per due giorni il protagonista se ne starà un po’ lontano dal nostro inchiostro, inosservato, e chissà cosa farà in due giorni! Probabilmente nulla di interessante, nulla di importante, ma ci tenevo ad avvisarvi perché voi, carissimi… lettori? Ascoltatori? Quel che volete insomma. Ci tenevo ad avvisarvi perché non vi preoccupaste senza motivo: Tommaso sta bene ed è ancora il nostro protagonista. Tuttavia, per due giorni l’inchiostro si concentrerà su un altro personaggio, forse il più importante, dopo il protagonista, incontrato fino ad ora. Avete venti secondi per pensare a chi potrebbe essere.

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-Lo sono io,(un…

-Lo sono io,(uno “zerbinotto”) – continuò Trappolone, – e Carletto, e Fagin, e Sikes, e Nancy e Bet. Lo siamo tutti, giù giù fino al cane, che è l’ultimo della combriccola.
-E l’ultimo a chiacchierare,- aggiunse Carletto Bates.
-Nella tributa dei testimoni non abbaierebbe nemmeno, per paura di compromettersi; e neppure a legarlo e a lasciarlo senza mangiare per quindici giorni,- disse Trappolone.
-Proprio,- confermò Carletto
-Un cane straordinario!- proseguì Trappolone. -E con che furia guarda quelli che non conosce quando ridono o cantano, se è con noi! Ringhia quando sente suonare un violino e detesta gli altri cani come se non fossero della sua razza. No?
-È un cristiano sputato, – concluse Carletto.
Voleva essere solo un riconoscimento dell’abilità del cane, ma, senza che messer Bates lo sapesse, era un’osservazione molto giusta anche in un altro senso, perché esistono moltissimi gentiluomini e gentildonne che si proclamano ottimi cristiani e che hanno singolari punti di contatto con il cane del signor Sikes.

Charles Dickens, Le avventure di Oliver Twist.

Leggete lui, a me non hanno insegnato abbastanza morale.

Chi era che m’aveva detto: “Deve esistere solo la scuola statale?” Se chiamava Alessandro?

Me dispiace, te vojo be’, ma se te pjo n’altra volta non te lascio sta finché non obbedisci alla morale di “Osserva, e taci”, che verrà insegnata in tutte le scuole di PoleLandia dalle 3 alle 5:25.

Berlicche

Morale laica. Questo è quanto, secondo il progetto governativo, dovrà dall’anno prossimo insegnare la scuola francese. Perché “Se la Repubblica non dice quali sono i vizi e le virtù, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, altri lo faranno al suo posto“, pontifica il ministro Peillon.

Spero apprezziate l’onestà intellettuale. Lo Stato, tramite la bocca del suo ministro per l’istruzione, si pone esplicitamente come fonte non solo del diritto ma della morale. E’ lui che decide cosa sia il bene e cosa sia il male, con l’intento esplicito di buttare a mare ogni altro che possa avere opinioni diverse. Perché «per dare la libertà di scelta, bisogna essere capaci di strappare l’allievo a tutti i determinismi, familiare, etico, sociale, intellettuale».

Via la famiglia. Via la religione, è sotteso ad ogni piè sospinto, per non lasciare nessuno spazio a quanto detto “dai mercanti…

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