Leggete lui, a me non hanno insegnato abbastanza morale.


Chi era che m’aveva detto: “Deve esistere solo la scuola statale?” Se chiamava Alessandro?

Me dispiace, te vojo be’, ma se te pjo n’altra volta non te lascio sta finché non obbedisci alla morale di “Osserva, e taci”, che verrà insegnata in tutte le scuole di PoleLandia dalle 3 alle 5:25.

Berlicche

Morale laica. Questo è quanto, secondo il progetto governativo, dovrà dall’anno prossimo insegnare la scuola francese. Perché “Se la Repubblica non dice quali sono i vizi e le virtù, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, altri lo faranno al suo posto“, pontifica il ministro Peillon.

Spero apprezziate l’onestà intellettuale. Lo Stato, tramite la bocca del suo ministro per l’istruzione, si pone esplicitamente come fonte non solo del diritto ma della morale. E’ lui che decide cosa sia il bene e cosa sia il male, con l’intento esplicito di buttare a mare ogni altro che possa avere opinioni diverse. Perché «per dare la libertà di scelta, bisogna essere capaci di strappare l’allievo a tutti i determinismi, familiare, etico, sociale, intellettuale».

Via la famiglia. Via la religione, è sotteso ad ogni piè sospinto, per non lasciare nessuno spazio a quanto detto “dai mercanti…

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Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 4 settembre 2012, in Reblogged con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. stanno tornando al … secolo dei lumi!

    Ci voleva anche questa!!!

  2. Il punto è pure che si vuole fingere di essere in grado di creare la morale in modo da farla lavorare in funzione della ragione, mentre è chiaro che avviene esattamente il contrario: il nostro comportamento è influenzato dalla ragione solo quando la nostra “morale” glielo permette.
    L’unico lavoro che si può fare con la morale dei bambini, che ce l’hanno ben scritta dentro tramite i mezzi più disparati della natura e del Signore (non parlo solo di genetica, ma anche e soprattutto di etologia, di reazioni spontanee e di omeostasi, per non parlare dei riti filogenetici e ancora di quelli culturali, tutte cose su cui l’uomo ha un controllo assolutamente minimo), è quello di far emergere ciò che loro stessi impareranno a riconoscere come buono (grazie alle indicazioni che i loro apparati fisiologici e culturali daranno loro, almeno finché non si aggiungerà anche altro) e mostrare che ciò che è cattivo porta a conseguenze altrettanto cattive.

    Nient’altro, niente che si possa fare durante una lezione scolastica, a meno che non vogliamo fare filosofia della morale e parlare pressoché del nulla, e allora le cose cambiano (ma sono cose che si possono fare solo a partire da una certa età, la filosofia non è per i bambini).

    Se il signor ministro si sente onnipotente, se il signor ministro pensa di poter educare meglio di un genitore o di un educatore non stipendiato da egli stesso, se il signor ministro pensa che lo stato possa imporre la sua propria codificazione della morale (che quella è, attenzione, tutti riconosciamo come “cattivo” l’omicidio perché ce l’abbiamo nel sangue ben prima che nella cultura, e tutti riconosciamo come intoccabili i bambini non certo grazie alla ragione, altrimenti dovreste spiegarmi come fa un cane a capire che deve essere delicato con il cucciolo di un altro cane, se non arriva a parlare di filosofia morale!) in vece di qualsiasi altra, allora faranno bene i genitori ad evitare che i bambini siano educati nelle sedi statali, che purtroppo (in questo caso, almeno) sono troppo spesso le più economiche.

    Per quanto abbia avuto esperienza di genitori inetti all’educazione dei propri figli, per quanto abbia avuto esperienza di bambini scarse cognizioni di ciò che è bene e ciò che è male, per quanto abbia avuto esperienza dell’inadeguatezza dell’educazione italiana a riguardo, giudico assolutamente inammissibile ed inaccettabile che si facciano LEZIONI DI MORALE, la morale non è qualcosa che si insegna, è qualcosa che si può educare e basta.

    Ma poi, scusate, vi siete mai chiesti perché, razionalmente, non è giusto uccidere un’altra persona? Anche se nessuno potrà mai punirvi? Anche se a voi non succederà mai nulla? L’unica risposta è che è ingiusto perché è così, che è brutto perché è così, che lo stomaco vi si contorce perché siamo umani, e l’essere umano non è fatto per ammazzare.
    Il precetto morale implicito “Non uccidere” è ciò che spinge la ragione ad arrivare a certe conclusioni, è il postulato (uno dei tanti) che regge tutti il sistema del vostro agire, è qualcosa che, cercandola di cambiare, vi farebbe soffrire come cani, perché combattereste contro forze che non potete controllare.

    Scusate, ho scritto un poema pure stavolta…

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