Archivio mensile:ottobre 2012

Babbo Natale è morto – Capitolo VII

 

Sei per sette

Venerdì 7 Dicembre 2012

Sebbene ancora un po’ assonnato, Tommaso era confidente: il giorno prima aveva studiato quanto poteva, e ricordava abbastanza bene tutte le formule, tutti i procedimenti che l’avrebbero portato ad ottenere un buon voto in matematica. Nessuno, tuttavia, può dire di essere del tutto immune all’atmosfera tesa dell’inizio di quell’ora che vedrà svolgersi il compito in classe, nessuno può vedere di buon grado lo spostamento dei banchi, la consegna delle fotocopie, il nervoso scribacchiare delle mani ancora piccole sui fogli protocollo a quadretti. Immacolati, di norma almeno.

Ecco che la professoressa dà le ultime disposizioni, il solito invito a leggere attentamente le consegne e si inizia; il silenzio cala sulla classe e la severa professoressa inizia la sua ronda in mezzo ai banchi, mentre ogni alunno spera di non alzare il capo trovandosi davanti quelle lenti spesse fissate su di lui. Leggi il resto di questa voce

Ridete e non abbiate timore. Ora che non siete più muti e privi d’intelletto, non avete bisogno di essere seri. Perché la burla, come la giustizia, va di pari passo con la parola.

[Aslan, Le cronache di Narnia: il nipote del mago; C.S.Lewis]

Carletto

Carletto era un adolescente, aveva 40 anni, un appartamento in affitto e un lavoro a tempo indeterminato.

Nella sua vita monotona, iniziò ovviamente (come a tutti succede durante la fase tardo-adolescenziale, che in questo caso era parecchio tardo, ma non era colpa sua) a sentire un vuoto ed un senso di disagio sempre maggiori.

Pensando che potesse essere una brutta malattia para-psico-reumatologica, Carletto pensò bene di porvi rimedio. Egli errò a lungo, nella monotonia delle sue giornate, guardò in fretta di qua e di là, osservò i mille schermi e le milleuno carte, discusse per ore e ore con persone che non conosceva prima, ma nemmeno dopo.

Alla fine, trovò la soluzione a tutti i problemi.  Leggi il resto di questa voce

Vigiliae

Si gioca, si ride
si canta, si grida
secondo dovere dimenticando
l’ombra incombente.

Ma ieri e domani
osservando il lumino
si trema in segreto per l’ombra
futura.

Tenerlo acceso
è questione di gioco pure
ma se si spegnesse
ecco il terrore.

Mc 10,17-22. 2000 anni dopo

17 Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». 

20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.”

Passarono 2000 anni, il giovane era ancora tristo ed afflitto. Passarono 2000 anni ed il giovane capì che Gesù non era giusto.

«Maestro, non l’ho fatto, ma guardandomi intorno vedo che non lo fa nessuno.»

Gesù continuò a camminare. Il giovane non ebbe il coraggio di seguirlo, perché in cuor suo sapeva bene che quelle cose erano state chieste a lui, troppo spaventato per camminare, troppo vigliacco per non spiare il passo altrui.

Finì per andarsene di nuovo, triste ed afflitto come era venuto. Convinto forse di possedere una giustizia, che non faceva che bruciarlo e consumarlo.

“Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro,

perché questa è la legge ed i profeti.”

Questo versetto di Matteo 7 è un esempio chiarissimo di passo biblico che, preso da solo, potrebbe non solo non portare alla Verità, ma forse anche alla disperazione.

Vorrei infatti parlarvi, brevemente spero, di una scandalosa caratteristica del messaggio evangelico, dell’invito di Gesù a “fare come lui”.

Questo invito è unilateraleLeggi il resto di questa voce

4 Ottobre

Guardate l’umiltà di Dio

e aprite davanti a Lui i vostri cuori;

umiliatevi anche voi,

perché Egli vi esalti.

Nulla, dunque, di voi

tenete per voi,

affinché vi accolga tutti

Colui che a voi si dà tutto

Francesco D’Assisi

Babbo Natale è morto – Capitolo V

Spedizione al polo, parte seconda

Mercoledì 5 Dicembre 2012

Tuo figlio ti ha fatto vedere la sua lettera?”

Quale lettera?”

Quella per Babbo Natale, chissà quale! Come al solito non te ne importa niente… di tuo figlio.”

Non so di che parli… sì che me ne importa di mio figlio!”

Te ne importa così tanto… che sabato ti sei dimenticato di andarlo a prendere, per stare con quella sgualdrina!”

L’uomo subì in silenzio della moglie Anna l’ira funesta, poiché questa aveva evidentemente colto nel segno. Questa volta non aveva modo di ribattere, non ne sarebbe nata la solita battaglia combattuta con le frecce inaspettate di archi del passato. Finì così presto che Tommaso, per una volta, non se ne accorse nemmeno, nessuno lo disturbò nella sua quotidiana esplorazione del mondo virtuale, forse anche grazie alla musica sparata nelle sue orecchie attraverso le invisibili cuffiette. Di solito non bastava, purtroppo tra una traccia e l’altra c’era sempre quel terribile momento di vuoto. Leggi il resto di questa voce