Babbo Natale è morto – Capitolo V


Spedizione al polo, parte seconda

Mercoledì 5 Dicembre 2012

Tuo figlio ti ha fatto vedere la sua lettera?”

Quale lettera?”

Quella per Babbo Natale, chissà quale! Come al solito non te ne importa niente… di tuo figlio.”

Non so di che parli… sì che me ne importa di mio figlio!”

Te ne importa così tanto… che sabato ti sei dimenticato di andarlo a prendere, per stare con quella sgualdrina!”

L’uomo subì in silenzio della moglie Anna l’ira funesta, poiché questa aveva evidentemente colto nel segno. Questa volta non aveva modo di ribattere, non ne sarebbe nata la solita battaglia combattuta con le frecce inaspettate di archi del passato. Finì così presto che Tommaso, per una volta, non se ne accorse nemmeno, nessuno lo disturbò nella sua quotidiana esplorazione del mondo virtuale, forse anche grazie alla musica sparata nelle sue orecchie attraverso le invisibili cuffiette. Di solito non bastava, purtroppo tra una traccia e l’altra c’era sempre quel terribile momento di vuoto.

Io… ero venuto per vedere Tommaso.”

Sta facendo i compiti, non lo disturbare. Non lo vedrai, anche se fai quella faccia da vittima. Torna a casa, Pietro.”

Non una parola, lo sconfitto aveva già aperto il portone, irritato.

Dimentichi questa lettera. Penso sempre a tutto io, i regali li compri tu.”

Le strappò la lettera dalle mani e se ne andò in fretta, profondamente irritato.

Quella donna vive fuori della realtà…”

Eppure la realtà non era riuscito a sbattergliela in faccia, non era stato capace di ribattere, e adesso aveva tra le mani un pezzo di carta che lo costringeva a comprare chissà quale diavoleria la donna avesse voluto che il figlio pensasse di volere.

Quella donna, furiosa senza alcun motivo… Come poteva aver pensato di vivere con lei? Perché mai era arrivato a farci un figlio? Si era fatto fregare proprio per bene, il povero papà…

Arrivato a casa decise che era il momento di tirar fuori il cellulare.

La riunione è stata annullata all’ultimo minuto. Se non hai da fare puoi venire.”

Lascio a voi l’interpretazione, non è più bello di quel che sembra.

Seduto sul divano, approfittò del tempo che lo separava dall’arrivo del destinatario misterioso dell’sms per vedere quanto avrebbe dovuto spendere questa volta…

Silenzio. Imbarazzo. Terrore. Spavento. Ironia. Ira. Sollievo. Telefono. Numero. Anna. Chiamare.

Cos’è questo scherzo? Sei forse imp…”

Gelo.

No, tu mi stai prendendo in giro.”

Alessandro? E che centra…”

Ma io sono il padre! Chiunque sia, dovevi chiamare subito me!”

E smettila di rinfacciarmi Sabato…”

Ah davvero? Sei disposta a pensarci insieme a me?”

Beh, certo, questo è quello che dice Alessandro, dovevo imm…”

Si è rifiutato?”

Ma certo, il bambino mica è suo!”

Lo so. Lo so.”

No Anna, no. Non esiste che me ne occupi io.”

Anna, io ci ho parlato… un po’, Domenica.”

Ha che tutto questo gli fa male, noi gli facciamo del male.”

No, non sono solo io.”

Io ti credo quando dici di voler bene a Tommaso, perché tu…”

Te lo dimostro? Grazie, grazie. Ti ricordo che ho sempre continuato a fidarmi di te, non gli chiedo nemmeno…”

Basta! Non è vero che non me ne importa nulla!”

Anna, ti sbagli, ti stai comportando come una bambina.”

Ti prego, basta, non andiamo da nessuna parte.”

Senti, domani mattina vediamoci, lavori?”

Ecco, vediamoci da qualche parte mentre è a scuola.”

Ci inventeremo un bel discorso da fargli insieme, vedrai che capirà.”

Anna, dobbiamo portarlo ad accettare che non potrà vederci insieme come una volta.”

Vedo che sei d’accordo.”

Deve capire che è normale, che le cose finiscono.”

Per quanto riguarda quel tuo amico… Stacci attenta.”

L’idea della lettera è sua, Tommaso me l’aveva accennato Domenica.”

Ah, bene.”

Ci ha messi proprio in un bel guaio…”

Hai ragione.”

Ciao…”

Sprofondò con la schiena nel divano, rilesse la lettera più e più volte.

Sollevato dalle ultime parole, quelle in cui il figlio gli diceva di volergli bene, fissava quelle per dimenticare tutto il resto.

L’uomo non poteva che giungere ad una conclusione. Caro Tommaso, è il momento di crescere, non si può credere a Babbo Natale per tutta la vita. Smetti di sperarci prima che sia troppo tardi, o ci rimarrai male…

Driiiiiiiiiin. Driiiiiiiiiiin.

Chi è adesso?

Driiiiiiiiin.

Ah, è vero…

Driiiiiiiiiin.

Stavolta resti fuori, tanto sei solo una…

Driiiiiiiiiin.

Tanto sei come quell’altra, voi donne siete tutte uguali.

Driiiiiiiiin.

Suona pure quanto ti pare…

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 2 ottobre 2012, in Babbo Natale è morto con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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