“Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro,


perché questa è la legge ed i profeti.”

Questo versetto di Matteo 7 è un esempio chiarissimo di passo biblico che, preso da solo, potrebbe non solo non portare alla Verità, ma forse anche alla disperazione.

Vorrei infatti parlarvi, brevemente spero, di una scandalosa caratteristica del messaggio evangelico, dell’invito di Gesù a “fare come lui”.

Questo invito è unilaterale

Il passo riportato qui in cima, infatti, badate bene, non sta lì a convincervi che se farete il bene ad una determinata persona ne riceverete in cambio ugualmente del bene, Dio Padre di tutto ciò che è ha dato il proprio primogenito al mondo, ed il mondo glielo ha restituito inchiodato ad un palo.

Questa unilateralità (anche detta gratuità, immagino) è parte di quello scandalo che è Cristo, e della scandalosa via dell’imitazione: noi siamo chiamati a seguire il comandamento di Cristo, tuttavia siamo chiamati anche ad osservare un paio di richiami piuttosto spinosi, forse più dolorosi di passi anche più citati. In sintesi: ci viene chiesto di non pretendere che gli altri imitino Cristo quando hanno a che fare con noi, poiché sappiamo bene di essere imitatori imperfetti, e perché non si può scegliere la Via che è Cristo senza scegliere pure la Croce.

“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.”
“A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro…”

Noi siamo chiamati a dire sì a queste parole, a fare del nostro meglio per rispettarle e per tradurle nella nostra vita. Tuttavia, la Legge, per quanto riguarda gli altri, è stata praticamente abrogata. Esatto, “per quanto riguarda gli altri”: Gesù non ha abolito la legge del taglione, Gesù l’ha stravolta facendoci capire che, sebbene sia nostro dovere offrire il nostro occhio a colui che abbiamo accecato, non è nostro diritto avere l’occhio di chi ha accecato noi.

Ci ha praticamente invitato a rifiutare quella che noi chiamiamo “Giustizia”, o meglio: la Giustizia di Cristo è la giustizia che si fa, e non si tiene.

Dobbiamo davvero fare agli altri ciò che vorremmo sia fatto a noi. Ma attenti alle trappole del nemico: se facciamo del bene per ottenere del bene, rimarremo delusi. Se dopo aver fatto del bene chiederemo qualcosa in cambio, non saremo che ipocriti. Il Bene di Cristo è gratuito, è il Bene di un uomo che per la sua infinita bontà è stato issato su una croce, chi siamo noi per chiedere un trattamento migliore? Non lo avremo, la realtà lo dimostrerà in fretta anche a chi crede che le cose funzionino davvero così.

Chi vuole imitare Gesù si ritrova a rinnegare i diritti che immaginava propri, a vederli svanire nel fumo, proprio mentre si adopera a fare per l’altro ciò che quei diritti chiedevano per lui stesso. A pensarci bene… A ricordare la lagna del bambino che grida “Questo non è giusto!”… Viene in mente che tutto questo sarebbe disumano, non fosse per Gesù Cristo.

Disumano quasi quanto il perdono.

 

 

 

 

E pensare che un tempo pensavo che quella storia che il servizio dovesse comprendere il sacrificio fosse una balla. Chiaramente il mio servizio era ad un livello estremamente imperfetto. Quanto adesso, nella maggior parte dei casi.

Annunci

Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 7 ottobre 2012, in Bibbia, Riflessioni con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Insomma, non bisogna sperare nel tornaconto, ma avere fiducia che arrivi lo stesso. Dare per il piacere di farlo, sicuri che ce ne verrà prima o poi del bene. E’ difficile, ma non impossibile.
    E’ che non si dovrebbe vedere il tutto come un sacrificio, piuttosto come una possibilità di essere migliori.

    • Ma quel bene che arriva “prima o poi” non è quel bene che quella parte di noi stessi vuole subito, quel bene che, venendo a mancare, ci fa sentire proprio il peso del sacrificio.

      È facile pensare alla “ricompensa” che verrà poi ed in altri termini, se ciò che facciamo non ci costa nulla. Ma quando si inizia a fare qualcosa che ci metta nella posizione di compiere delle scelte dolorose (perché per questo bene abbiamo sacrificato, che so, ciò che nel nostro intimo siamo convinti ci spetti di diritto. Insomma, perché abbiamo scelto di dire no alla giustizia, o alla verità) il sacrificio si sente eccome…

      Forse non sono molto chiaro, potrei sintetizzare così:
      “Ecco, in questo momento so che dovrei fare questo, se fossi nella sua situazione.” Questo è il prodotto della nostra mente ogni qual volta pensiamo di non essere trattati come meritiamo da qualcun altro. Farne a meno (del pensiero stesso, se è possibile, ma soprattutto della manifestazione pratica di questo) non è forse un sacrificio? Intendo… farne a meno anche se abbiamo ragione…

  2. 3 volte ho tentato di rispondere e per 3 volte il commento è svanito nel nulla…
    cercherò di riassumere:
    siamo imperfetti, per questo ci muoviamo verso gli altri cercando comunque una ricompensa, un riconoscimento, giudicando la loro mancanza di tatto ed educazione come un’offesa personale. Ci sentiamo beffati e privati di qualcosa perchè abbiamo l’animo egoista, ci lamentiamo della leggerezza altrui e così facendo alimentiamo la nostra natura peggiore, quella che ci erge a giudici. Dovremmo imparare a donare senza affanno, credo che Cristo vorrebbe che agissimo senza leggi, senza convenzioni, per dar prova che siamo essere perfetti (sennò che imitazione di lui sarebbe?) ma naturalmente è l’opinione di una che agisce sempre di testa sua, seguendo l’istinto, più che le regole…
    buona serata 🙂

  3. Se sono scomparsi non è colpa mia (almeno spero) 😐

    Comunque ti basterà leggere qualche post un po’ meno recente per capire che sono completamente d’accordo con te: la legge è una limitazione, non possiamo elevarla più in alto dello strumento che è.
    Tuttavia ho parlato di legge perché effettivamente, quando non sappiamo che pesci pigliare, una legge può aiutarci a scegliere più serenamente, l’importante è che questa non diventi, ad un tratto, più importante di noi e di chi ci sta davanti.

    Certo che Cristo vorrebbe che agissimo senza leggi, ma se senza legge dobbiamo fare il male è meglio non farlo con essa, dipende tutto dal nostro grado di maturità. È quando la usiamo per opprimere qualcun altro che la legge si fa davvero strumento maligno…

    Buona serata anche a te, spero di risentirti presto 😉

  4. gratuitamente abbiamo ricevuto da Cristo la salvezza e la gioia della vita…e gratuitamente dovremmo donare!
    Buona serata ed a presto!

    • A volte siamo troppo intontiti per renderci conto di quanto più grande è stato il Suo sacrificio rispetto ai nostri…
      Ma in fondo non ci chiede mai più di ciò che possiamo dare, siamo noi quelli con la testa dura 😛
      Buona serata anche a te!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: