Archivio mensile:novembre 2012

Quell’orfanotrofio al di là dell’oceano…

Il cosiddetto ban

Per una storia digitale dell’indifferenza

 

I più malati avranno riconosciuto al volo la struttura del titolo: non ho interesse a nasconderne la provenienza, e saperne qualcosa gioverà alla comprensione di questo post.

Konrad Lorenz, il pluricitato etologo austriaco, premio nobel per la medicina e la fisiologia eccetera eccetera, scrisse nel ’63 un testo rivoluzionario, destinato a far scalpore all’interno della comunità scientifica e pure fuori: “Il cosiddetto male. per una storia naturale dell’aggressività” Perché? Ma perché Lorenz sosteneva che il “male” non esistesse in quanto tale, ma solo in quanto manifestazione di moduli comportamentali inadeguati all’ambiente in cui l’animale (o l’uomo) si trova ad agire. Lorenz ci parla infatti di aggressività, ci mostra le funzioni assolutamente indispensabili che essa ricopre nel contesto della sopravvivenza della specie e mette a nudo il fatto che l’uomo non sia così aggressivo per un sarcastico scherzo della natura, ma semplicemente perché sfuggito dal contesto in cui quell’aggressività si rivelava utile e ben condotta.  Leggi il resto di questa voce

SANTISSIMA TRINITA’

Egregio, illustre e sapiente dottor professore Erich Fromm,

 

Scrivo queste parole dopo aver letto il vostro paragrafo sull’”Amore per Dio” inserito nel capitolo riguardante gli oggetti d’amore del suo libro “L’arte di amare”.

Questo perché, pur essendo sostanzialmente d’accordo con lei sul generale e su gran parte dei dettagli, sospetto che nella sua analisi risieda una falla di non lieve entità.

 

La falla consiste fondamentalmente nell’aver riconosciuto l’esistenza di rapporti con la divinità di tipo matriarcale e patriarcale, paralleli ai rapporti che il bambino ha con la madre ed il padre. Tempo, però, che ciò non basti, ad individuare del tutto il rapporto dell’uomo con la divinità (sebbene sia abbastanza, probabilmente, per la maggior parte degli esseri umani), perché non è vero che il bambino vive di due rapporti: quello con la madre e quello con il padre.

No, ce n’è un terzo. Leggi il resto di questa voce

È un evidenziatore giallo

È un evidenziatore giallo
il mio senso di colpa
strumento non sfruttato
l’ansia del nulla lo rigonfia

È un televisore acceso
irritazione massima
il fratello troppo preso
e il silenzio tanto atteso

È un bicchiere mezzo pieno
di un liquore insensato
il resto m’ha ispirato
dal libro son sviato

È un quadernino giallo
domani so’ in uscita
ho bisogno di riposo
non è per gioco che gioco

È il nome che ho chiamato
silenzioso e attento
il volto suo e la voce
vertigine e furore: disubbidisco e lo chiamo amore

È qualcosa che va scritto
non so perché va fatto
voglio naufragare
ma so solo volare.

Semplice preghiera epifanica

Grazie, Signore.

Perché Tu, nell’immensa Tua sapienza irradi della Tua luce anche il buio tetro dell’illusione e del sogno.

Perché Tu, nel momento in cui il piccolo si fa grande, ci insegni ogni giorno che è il grande che si fa piccolo, e che ciò che a noi tanto grande appare, non è che il solito piccolo granello di polvere svolazzante nel fumo dell’esistenza.

Perché Tu rispondi sempre alle preghiere in un modo che mostra tutta la nostra limitatezza e inettitudine: noi vorremmo le cose risolte con miracoli e grandi eventi, Tu riesci a risolverli con l’ironico specchio della realtà.

Perché sai come farci accorgere della grande sofferenza, che si fa poi così piccola in confronto a quella che immaginavamo così grande nei momenti di pace, in cui un lieve sussulto diveniva un grande dolore. Perché solo allora il dolore stupido e vano si mostra per quello che è, quando sa guardare quel dolore vero e mettersi a ridere per la sua vanagloria.

Perché Tu che hai visto il tuo Figlio unigenito sacrificato sulla Croce, non ti indigni di vedere questo Tuo immeritevole ed indegno figliolo adottivo che si lamenta e ti implora per aver sfiorato una spina, ma anzi riesci anche ad accoglierlo con gioia, quella gioia vera che irradia quell’Unico Padre cui prego.

Signore, grazie in eterno, e ti prego perdona ciò che tra queste parole porta malafede o fine impuro, perché se so che tali tracce sono presenti, so anche che presente è pure quello che conta.

 

SkizoWalk

Là davanti!

Ecco

Voltati, su!

Tira dritto

Paura?

Stupido Leggi il resto di questa voce

Dante e Federico Guglielmo

Già stamattina avevo deciso di dire la mia su questo argomento: “scuole, talenti, elitarismo-aristocratico/pari-dignità-democratica”.

Già stamattina avevo deciso di NON dire la mia, ma di lasciarvi due citazioni: la prima è di un grandissimo letterato italiano (però è meglio Manzoni, e non riflettete troppo su questa parentesi se non avete le basi per capire a cosa mi riferisco. E no, se non mi conoscete di persona quelle basi non le avete) e, potremmo dire, per molte ragioni padre della cultura italiana; la seconda è di un altrettanto grande filosofo tedesco, che in vari modi ed in varie vesti affermò il suo spirito aristocratico e anti-democratico (ma, soprattutto, anti-quellacosacheLorenzchiama”Dottrina-pseudo-democratica”) esaltando figure quali quella dell’uomo di genio o quella dell’oltre-uomo.

Solo stasera mi è capitato di leggere questo post a cui vi rimando, che riguarda questo argomento medesimo e con cui mi trovo in gran parte d’accordo, e che colpisce il nostro argomento giusto lì, dove deve farlo.  Leggi il resto di questa voce

Babbo Natale è morto – Capitolo VIII

 

Ecce ancilla Domini

Sabato 8 Dicembre 2012

È già passata una settimana dall’inizio di questa storia, ma alla fine di questa giornata converrete con me: in realtà doveva ancora iniziare, non vi nego che tutto fu concepito a partire da qui.

Ed ecco, non è un caso che sia successo in un tale giorno, e non è un caso che sia stato scelto un certo titolo. I più attenti potrebbero notare un’incongruenza tra le parole del titolo e quelle caratteristiche della ricorrenza del giorno, è stato necessario spostare lo sguardo oltre il brano scelto, non me ne vogliate. A chi si sta invece chiedendo cosa stia blaterando rispondo che il sano è lui, ma io sono tra quelli che si divertono nella malattia e so cosa si prova; non gli consiglio di seguirmi. Leggi il resto di questa voce

I due relativismi

C’è qualcosa che mi irrita terribilmente, che mi procura ribrezzo e che continua a darmi fastidio per almeno una dozzina d’ore quando l’incontro.

Quella cosa, si chiama relativismo.
Ma attenzione, con “relativismo”, io intendo un certo tipo di “relativismo”, non certo un altro tipo di “relativismo.”

Come spiegarlo? Beh, possiamo partire dalle basi.

Dall’alba dei tempi, esistono due relativismi (o almeno uno, l’altro non so se c’era già allora): li chiameremo “relativismo socratico” e “relativismo anti-socratico”. Leggi il resto di questa voce

POSATORA, UN QUARTIERE IN PROTESTA