Commentatori di Yahoo: tremate.


Perché a forza de sentì parlà della storia del sole invictus come dell’acqua che bolle uno se stufa.
Com’è noto la massa sa dubitare… di quello che la massa dubita!

Come vedete, la questione non è così semplice e ovvia come alcuni vorrebbero farla sembrare.

 

Recensione del libro “Quando è nato Gesù?”

 

 

Con questo articolo diamo avvio alla collaborazione con Michele Loconsole, dottore in Sacra Teologia Ecumenica, docente di Religione cattolica nella Diocesi di Bari-Bitonto, giornalista pubblicista e scrittore, presidente dell’ENEC (Europe-Near Easr Centre) e vice-presidente della Fondazione Nikolaos. Conduce dal 2008, per l’emittente televisiva Antenna Sud, la rubrica settimanale “Il Verbo e la Parola”, a cui partecipa S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della Diocesi Bari-Bitonto. Coordinatore dell’Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura della Curia barese, è iscritto nell’Albo degli esperti per l’IRRE Puglia. In questo articolo presenterà il suo libro “Quando è nato Gesù?” (San Paolo 2011). Acquistandolo su Libreria del Santo si sosterrà indirettamente il nostro sito web

di Michele Loconsole*
*docente di religione cattolica e saggista

 

Spesso si afferma che Gesù di Nazaret potrebbe non essere nato il 25 dicembre dell’anno zero. Anzi, che non si sa nulla circa la sua reale data di nascita sia per quanto riguarda il giorno, sia il mese che l’anno. Informazioni cronologiche del tutto assenti, tanto nei testi evangelici che in altre fonti e documenti del tempo, siano essi civili o religiosi. Pertanto, la data del 25 dicembre, giorno in cui il cristianesimo da secoli fa memoria della nascita di Gesù bambino a Betlemme di Giudea, non è da considerarsi storica ma convenzionale, simbolica. Riguardo al suo anno di nascita, poi, generalmente collocato nel cosiddetto “punto zero”, la confusione regna – ancora oggi – sovrana. Molti storici, infatti, collocano l’anno di nascita di Gesù tra il 6 e il 7 a.C., semplicemente perché, secondo le indicazioni di Giuseppe Flavio, il re idumeo Erode muore nel 4 a.C. Quindi, non potrebbe aver ordinato la “strage degli innocenti” sei anni dopo la sua presunta data di morte.

Ma le cose stanno proprio in questo modo? A mio sommesso avviso, no! Convinzione che ho maturato avvalendomi dei lavori di autorevoli studiosi del cristianesimo antico, quali Giorgio FedaltoAntonio Ammassari e Nicola Bux, nonché di lavori specialistici di Vittorio MessoriAntonio Socci e Andrea Tornielli, solo per indicarne i più rappresentativi. In questo articolo, però, mi limiterò a tratteggiare solo un aspetto, dei molti che compongono gli studi sulla storicità della nascita di Gesù al 25 dicembre, rimandando, se possibile, ad un altro intervento l’approfondimento sulla questione dell’anno di nascita, di gran lunga più complesso e spinoso del primo, che del libro ne costituisce la I Parte.

Come è noto, secondo non pochi studiosi del cristianesimo antico, e sostenitori dell’ipotesi cosiddettamitologica, la data del 25 dicembre fu scelta dalla Chiesa del secolo IV – tra alcune possibili – per“oscurare” e, nello stesso tempo, “soppiantare” la festa pagana del dio sole, o più propriamente del Sol Invictus, la ricorrenza religiosa celebrata da diversi popoli, soprattutto politeisti, in concomitanza del giorno del solstizio d’inverno. Alla luce dello studio delle fonti dell’epoca, sembra invece che sia accaduto esattamente il contrario. È infatti la festa pagana del Sole Invitto ad essere stata posta o, ancor meglio, posposta al 25 dicembre, nel tentativo di oscurare o di sovrapporsi a quella cristiana del Natale del Signore. Infatti, prima del 354 d.C., ancora durante il regno di Licinio (imperatore dal 308 al 324), il culto alla divinità solare veniva celebrato, a Roma, il 19 dicembre, non il 25. Potremmo aggiungere, poi, che questa antica festa astronomica era celebrata nell’Urbe, come altrove, anche in diverse altre date dell’anno, tra cui spesso veniva scelto il periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre.

Il culto del dio Sole – solo per fare ulteriore chiarezza – era stato introdotto a Roma da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222 d.C.), ma ufficializzato per la prima volta da Aureliano (214-275) soltanto nel274, che proprio il 25 dicembre dello stesso anno consacrava il Tempio dedicato al culto del Sol Invictus. La festa pagana prese in tal modo il titolo di giorno di nascita del Sole Invitto, ricorrenza, quindi, che potrebbe aver visto le sue origini cultuali – almeno a Roma – soltanto sul finire del secolo III d.C.
Di contro, la fonte più antica in nostro possesso, che fissa al 25 dicembre la nascita di Gesù, è quella diIppolito di Roma (170 circa-235), che già nel 204 riferiva della celebrazione del Natale, nell’Urbe, proprio in quella data. In conclusione, è la festa pagana del dio sole che è stata “spostata” al 25 dicembre, nel tentativo di sostituirla a quella del Natale cristiano. Così facendo, l’Impero romano non avrebbe fatto altro che aggiungere un’altra tessera al mosaico che stava componendo, e cioè mettere in atto tutte le strategie possibili per arginare, limitare, se non cancellare – e non solo attraverso le indimenticabili e efferate persecuzioni – l’ormai ingombrante comunità cristiana di Roma e d’Europa.

 

Qui sotto l’intervista all’autore in occasione della presentazione del volume al teatro Petruzzelli di Bari il 28 novembre 2011

 

 

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Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 12 dicembre 2012, in Articoli con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Molta parte di queste notizie già le conosco.
    Non conoscevo il libro ed il suo autore.

    Grazie Michele

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