Archivio mensile:marzo 2013

Babbo Natale è morto – Fine

Oggi ho concluso la prima stesura di “Babbo Natale è morto”, di cui ho pubblicato qui i primi 10 capitoli.

Non ho voglia di aggiungere molto a ciò che è già scritto nel libro, se non che sarei ben felice di leggere/ascoltare commenti su tutto ciò che, chiedendo in privato, posso farvi leggere in questa versione ancora un po’ spoglia e grezza, ma che contiene già tutto (salvo sorprese) ciò che ho inteso creare.

Già nei giorni passati, quando l’avevo fatta finita con la storia ma non con il libro, iniziavo a sentire la nostalgia di tutto questo, perché vi assicuro che io sono stato lì, assieme ai personaggi che ho creato, e ho visto tutto.

Ma è tempo che si inizi a guardare verso nuovi orizzonti, perché se è vero che il mondo non cambia mai, è anche vero che l’uomo mai si accontenta di quanto conosce, e vuole vivere vite sempre nuove, pur consapevole che la vita è una.

Qua sotto chi ha letto potrà commentare, non fate complimenti.

Virtù teologali

Non sono un esperto, e probabilmente ci ho capito poco. Le virtù teologali, sarebbero donate tramite il battesimo, per quel che ricordo, eppure non è che dopo il battesimo siamo, in tutti i momenti dell’anno, pieni di fede, di speranza, di carità.

Lo so, con il battesimo la veste si sbianca, e ci si rende capaci di ricevere tali virtù, che poi sarebbe la stessa cosa, se non erro, dello stato di grazia, poi per varie vicissitudini la veste continua a macchiarsi di nuovo, perché c’abbiamo la testa dura (e il cuore soprattutto) e ce facciamo prende in giro, e allora non siamo più in grado di renderci conto che questi doni sono lì davanti, e che basta allungare la mano e prenderli. Una sorta di miopia, insomma, le metafore se sprecano.

Ma oggi riflettevo, ste tre virtù non sono uguali, c’è un evidente ordine gerarchico e, in effetti, se arrivare a prendere un pizzico di una non è così raro, averle tutte e tre insieme è qualcosa di straordinario, nonostante rimanga vero il fatto che, una volta iniziato, la parte più difficile è fatta.

Ma tutto questo discorso l’ho fatto solo perché m’era venuta in mente na roba, stamattina, sulla base dell’esperienza personale.

Infatti penso che il rapporto tra queste tre virtù, o meglio sull’accessibilità delle stesse, sia più o meno questo:

Se la Fede è una cascata, alla quale si attinge facilmente e pure bagnandosi tutti, la Speranza è un torrente, e bisogna chinarsi per riempire la borraccia. A questo punto, ovviamente la carità è il filo d’acqua che esce dalla sorgente, che ti costringe ad arrampicarti e ad essere paziente, perché prima che ti riempia la borraccia ce ne vuole…

Babbo Natale è morto – Capitolo XXV

Puer natus

Martedì 25 Dicembre 2012

 

Aeternitas

Voglio solo tutto
e se non posso averlo
non voglio niente.

Babbo Natale è morto – Capitolo XXIV

Domani…

Lunedì 24 Dicembre 2012

Domani è Natale.

Penultimo capitolo, il 31 Marzo si chiude con le conclusioni!

La Tua Chiesa

Dall’11 febbraio scorso, mentre giornalisti, opinionisti, parolai e profeti improvvisati, nonché teologi della prima e ultima ora fornivano le loro utilissime ed importantissime opinioni (e previsioni, ma alla fine pare che l’unico che c’ha preso sia Messori, che ha pure tenuto ben nascosto il pronostico, fino ad oggi) sugli eventi che stavano avvenendo, mi sono sforzato di stare zitto il più possibile, di non unirmi al coro, di non dare interpretazioni o chiavi di lettura di questo o quell’evento… finché non fosse tutto finito, quindi fino all’annuncio del nome del nuovo Papa.

Non posso negare di essere stato segnato, come un po’ tutti quelli a cui freghi qualcosa, dalla scelta di Benedetto XVI, ma non sono qui per lodarlo, né per parlare della scelta coraggiosa, né per insultarlo, né per dire che finalmente la Chiesa sta diventando moderna, né per rimproverarlo con l’accusa di averci lasciato nelle mani di chissà quale uomo assetato di potere, o quella di aver lasciato degli orfani, o quella di esser sceso dalla croce.

Diciamolo chiaramente, se siamo la Chiesa, non lo siamo nel nome del Papa, il Papa NON è una semidivinità, NON è la fonte della nostra fede, della nostra speranza, e tanto meno della nostra carità. Per quanto sia evidentemente legato a Benedetto XVI culturalmente ed affettivamente, il centro non è lui, come non sono io, come non è la somma delle teste che pensano di essere Chiesa.

Così, con la mia solita assurda pretesa di aver colto qualcosa di importante, scrivo questo post NON per lodare o denigrare il Papa emerito, ma per rilanciare un pensiero che è venuto in mente a me, che è scaturito da quel gesto che, nel bene o nel male, rimarrà nella storia, e che, a mio parere, è di fondamentale importanza per comprendere di cosa, davvero, stiamo parlando.  Leggi il resto di questa voce

Babbo Natale è morto – Capitolo XXIII

Rorate Cœli desúper (2)

Domenica 23 Dicembre 2012

Quarta domenica d’Avvento.

Ricordo a chi volesse leggere i capitoli (come questo) non pubblicati sul blog, che può richiederlo in privato.

La vetta e l’abisso

Inscindibili
luci e ombre
intreccio dell’indiviso.

Vorrei liberarmi
delle ombre
ma io sono uno
più d’uno i miei sguardi

Vorrei guardare
in un modo soltanto
vorrei vedere
senza bisogno di occhiali
o di gocce.

Eppure non è in mio potere
non posso tagliarlo via
perché tutto è intrecciato
e chissà cosa è buono
chissà cosa è sbagliato
in quello sguardo.

Non voglio.

Salvami.

Vattene via.

La Giustizia

Oggi, chiaramente, me so’ svegliato storto.

Per qualche strano motivo, forse in seguito a discussioni sorte negli ultimi giorni, mi sono posto questa domanda: ma cosa è la giustizia?

Molto spesso leggo questo termine usato in situazioni ambigue, o meglio, nella situazione ambigua per eccellenza, quando si parla di giustizia, che è spesso anche l’unica in cui se ne parla: quella situazione in cui si chiede giustizia DOPO che qualcosa è accaduto.

Così si sentono espressioni come “voglio giustizia!”, “voglio che sia fatta giustizia!”, “è giusto che x paghi!”, eccetera, eccetera, eccetera.
Ma io mi chiedo, che giustizia è questa che pretendi?

No, perché, se mi è permesso esprimere una personalissima opinione, normalmente con “giustizia” intendo quella condizione in cui tutto va per il verso giusto, ovvero quella in cui tutti sono felici e contenti e nessuno fa del male a nessuno, detta in termini poveri e minimali.

E capisco che, in certi casi, ci può essere una giustizia DOPO il fatto: se c’è un furto, ad esempio, la giustizia può essere facilmente ristabilita con la restituzione del maltolto, ma quanti sono i casi in cui questo è effettivamente possibile? Ben pochi.

Ma allora, che è sta giustizia?  Leggi il resto di questa voce

Babbo Natale è morto – Capitolo XXII

Illegittima speme

Sabato 22 Dicembre 2012