La Giustizia


Oggi, chiaramente, me so’ svegliato storto.

Per qualche strano motivo, forse in seguito a discussioni sorte negli ultimi giorni, mi sono posto questa domanda: ma cosa è la giustizia?

Molto spesso leggo questo termine usato in situazioni ambigue, o meglio, nella situazione ambigua per eccellenza, quando si parla di giustizia, che è spesso anche l’unica in cui se ne parla: quella situazione in cui si chiede giustizia DOPO che qualcosa è accaduto.

Così si sentono espressioni come “voglio giustizia!”, “voglio che sia fatta giustizia!”, “è giusto che x paghi!”, eccetera, eccetera, eccetera.
Ma io mi chiedo, che giustizia è questa che pretendi?

No, perché, se mi è permesso esprimere una personalissima opinione, normalmente con “giustizia” intendo quella condizione in cui tutto va per il verso giusto, ovvero quella in cui tutti sono felici e contenti e nessuno fa del male a nessuno, detta in termini poveri e minimali.

E capisco che, in certi casi, ci può essere una giustizia DOPO il fatto: se c’è un furto, ad esempio, la giustizia può essere facilmente ristabilita con la restituzione del maltolto, ma quanti sono i casi in cui questo è effettivamente possibile? Ben pochi.

Ma allora, che è sta giustizia? 

Se io uccidessi una persona, ora, molto probabilmente parenti, amici, conoscenti e sciacalli mediatici vari chiederebbero giustizia, ma potrei io restituire tale persona? No. Potrei io ristabilire una situazione di equilibrio e porre fine alle sofferenze di quelle persone? No. Potrebbe un tribunale farlo? NO.

Eppure c’è questa idea, a mio parere incomprensibile, secondo cui il tribunale può fare giustizia mettendomi in galera, ma che succede se mi mette in galera? Qualcuno è più contento? Forse che la giustizia consista nel riscatto, nel compensare un torto subito con un altro torto, nell’aggiungere a sofferenza altra sofferenza perché se io ho sofferto è giusto che soffra anche lui? A me questa non sembra giustizia, ma un’altra cosa: vendetta, ma la vendetta non ristabilisce una situazione di giustizia, non rimette in ordine un disordine che ho provocato, il fatto che io sia in galera non tira fuori la persona che ho ucciso dalla tomba!

Ma allora qual è il vero senso della giustizia “carceraria”, dei tribunali? Hanno senso, nella prospettiva della giustizia, o esistono solo in nome della “vendetta”?

A mio parere, hanno senso.

Perché è vero, non possono ristabilire la giustizia infranta con il delitto, tuttavia possono costituire una forma di prevenzione ad ulteriori infrazioni della giustizia che rimane: se, rimanendo libero, potrei uccidere ancora, e quindi intaccare la giustizia, è “giusto” che mi si impedisca di farlo, sia che lo si faccia con il carcere, sia che lo si faccia con altri mezzi più o meno lesivi della mia persona (poi ovviamente la valutazione sulla misura da adottare non spetta a me).

Ma qui si scatena una lotta di priorità, perché fin qui possiamo scorgere tre elementi:
– la garanzia del mantenimento della giustizia
– la punizione
– il freno alla corrosione della giustizia per opera di chi ha già dimostrato di essere potenzialmente pericoloso

Ma se il mio compito è garantire la giustizia, quale deve essere la mia priorità?
Secondo il mio modestissimo parere, la punizione non ha niente a che fare con la giustizia, sempre che non chiamiamo giustizia la sete di vendetta delle vittime, ma lo escluderei. Rimangono in gara gli altri due punti, e la domanda è:
Agisco sull’ambiente tutto perché sia sempre più difficile infrangere la giustizia o agisco sul colpevole di un atto per impedirgli di divenire recidivo?

La risposta appare, a me, abbastanza semplice, se consideriamo che da una parte si agisce su un numero molto elevato di casi, mentre dall’altra sul singolo caso, che con il tempo perderà, per forza di cose, di rilevanza.

Annunci

Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 7 marzo 2013, in Riflessioni con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: