Delirio ordinario


La tastiera, pigio sulla tastiera, premo, tocco, scrivo, digito.

Il dito. Mi fa male il dito.

Giallo, ecco, sì, giallo è il colore del… sangue.

FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF

FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF

Che è sto rumore? Ah sì, la cassa, la cassa… una cassa… cosa contiene vediamo…

Una penna.

Una penna che non scrive. No, ma la tastiera scrive, lo vedo, eppure la penna non stride.

Ho detto stride? Forse l’ho scritto! Bizzarro.

L’erba è verde, valeva la pena dirlo, dovevo scriverlo, no? L’erba è verde.

Il sangue. È rosso, giusto? Rosso, mica giallo, che scrive quello là? Mica è giallo come… un cocomero.

Cocomero? È un po’ presto per parlare di cocomero, non credi? Che vai in giro a parlare di cocomeri, che domani è appena il venticinque aprile, e ancora non se ne vede uno. Poi il cocomero non è giallo, nossignore, non è giallo. È nero, magari, sì. Quando va a male.

Ma no, c’era anche il cocomero giallo, o quello era il melone? Quello invernale, lì, quello che pare na zucca.

Zucca… cranio? Sì, i cocomeri assomigliano ad un cranio, dopotutto sono dello stesso colore. Il colore del sole.

Oleoleole

Musica, note, rumore.

Porta, chiudere, immediatamente, disagio, terrore, insulto, come ti permetti!

La luce è spenta, è buio, buio come… come la notte, ecco, perché sì, adesso è notte, no? Notte.

La notte, ha l’odore… l’odore dell’aria, ecco, l’odore che non sa di niente, perché non sento niente, eppure sento nel mio corpo un leggero brivido, forse è freddo, forse non è freddo, forse sto male, ma no che non sto male.

Sticazzi, adesso me fa male la spalla, anzi no, il collo.

 

Stavo dicendo.

 

C’è un pennarello su questa scrivania. A che serve un pennarello? Di che colore è? Vediamo se indovini!

No, non è blu.

No, non è rosso.

No, non è giallo.

No, non è marrone.

No, non è viola.

 

Eddai, un po’ di fantasia, non è difficile.

 

No, non è fucsia.

No, non è rosso, comunista.

No, non è amaranto.

No, non è verde.

No, non è velcro.

No, non è tempesta.

No, non è non no no non non no non no on.

Off.

 

PiririririririrpirirririripiripiripirpirpiripìPi.

Poste.

Che postaccio, le poste.

Luce, una luce sotto di me, cos’è? Il computer. Che noia, speravo fosse il boia.

Scorregge.

Ma allora pure il boia scorreggia, e io non so’ più bono a scrive boia, tre volte ho scritto bioa.

 

Buio. Adoro il buio, sapete? Ha quel che di misterioso, quel che di strano, quel che di nascosto.

Mi piace stare nascosto, ancora più mi piace non sapere cosa c’è nascosto nel buio, mi piace pensare che ci sia un boia, ecco, un boia che si scrive bioa, un boia cattivo, un mostro nero, una meretrice rossa, una scarpa bianca, una giacca marrone.

Perché c’è qualcosa che vi ho tenuto nascosto, condannatemi per questo, non dovevo.

La morte.

La morte è nel buio, sapete? La morte è sublime, la morte è nascosta, la morte non si sa cosa sia.

La morte è bella.

Ma la vita di più.

O forse no?

Non lo so.

Dipende che morte.

Dipende che vita?

Ma che ne so io.

Non sono mai morto.

Tu sei mai morto?

Proviamo?

Dai, un po’ di spirito d’avventura. Non vuoi esplorare altri mondi? Pensa se Colombo avesse detto: non voglio bagnarmi, come fai tu. Vigliacco.

 

Ecco, lo vorrei, un coltello puntato alla gola. Voglio sapere cosa si prova, voglio sapere se c’è una piovra.

Vrrooooooooooooooooom

Non si prova.

Questa musica stona, eppure non c’è nessuna musica.

Queste mani sono vecchie. Voglio mani più giovani, voglio le mani di un bambino. Tenere, piccole, pulite, delicate, pure, perfette, belle, rotonde, colorate, fragili.

Eppure queste dita… non sono male. Dai.

Che palle, mai un minuto di pace. Siamo in guerra?

Questa porta del cazzo oh.

FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF

Ancora co’ sta cassa.

Che c’era dentro, poi? Una tazza? Una mazza? Una pazza? Isabella!

La carta.

Che tipo di carta? Eh no questo non te lo dico. Top secret. Top siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiicret.

Blublubloblobla.

PPPPPPPPPPRRRRRRRRRRRRRRRAAAAAAAAAAAAA

PIMPAMPUMPAPA

Dieci. Dieci dita, dieci mani, dieci braccia, dieci dieci, dieci volte dieci, dieci volte scrivo dieci volte dieci, dieci di dieci diecidi.

Deve essere una figata. Farsi ammazzare, dico. Non credi? Che hai da fare quella faccia? Chi? Ma tu, sì, tu, con quella faccia da coglione, lì davanti. Non c’è nessuno? Tanto meglio, almeno la smetterà, di fare quella faccia!

EEEEHHHHHHHHHHHHHH Non ne posso più.

Voglio dire, questo brivido bastardo non mi lascia, anzi aumenta.

È un po’ come il cane che piscia sulla merda, capito? Sì, lo so che hai capito.

FFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF

CASSE CASSE CASSE CASSE

Nere. Nere come… la morte.

La notte?

No la morte

Il latte?

No la morte

La morte?

No hai capito male.

PRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Sei un baccalà, peggio di capitan uncino.

Non lo sa.

Chi?

Gengis Khan.

Chi è Gengis Khan?

Il vicino di casa coglione.

Ma quello se chiama Uatan!

Non è vero.

Non so come se chiama, c’ha na faccia che manco glielo chiedo.

Ma chemmefrega del vicino de casa, io stavo a parlà de Gengis Bran.

Una marca di cereali?

No.

Com’è che hai detto?

Frin fran.

Pron.

Va a dormì va.

Non c’ho voglia.

Se vai a dormì almeno te stai tranquillo e dici il rosario.

Non lo dico dall’altro ieri, non me vie’.

Non te deve venì, lo devi fa e basta.

Aho ma che voi.

Lo hai preso come un impegno.

Fatte i cazzi tua, allora, te e gli impegni.

PRRRRRRRRRRRRRR

Sì sì tanto quello la mail non te la manda.

Sì che me la manda, entro lunedì.

La banda?

Certo, pure quella, arriva tutta nella mail.

Ma intendi che te manda una foto?

No no, esce proprio fuori dalla mail, banda, suonatori e mafiosi pure.

Pure i mafiosi, ma Gino non c’è?

Certo che c’è, c’è tuttti, pure Alberto.

Chi è Alberto adè.

L’amico de Gino.

Non conosco Gino.

Ma conosci un pino.

Il pino è il cugino di Rino.

Sì, Gattuso.

Ma il coyote sta sul muso della luna.

Per fortuna.

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 24 aprile 2013, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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