Migranti


MIGRANTI

ovvero

COLORO CHE GRIDANO VERSO IL CIELO

“Maestro, che posto è questo? Perché siamo qui?”

Eravamo in piedi su uno scoglio, nel mezzo di un mare agitato, burrascoso. Alla nostra destra vi era il sole dell’alba, alla nostra sinistra, lontana, una spiaggia.

“Hai parlato a lungo dei migranti, ho fatto tesoro delle tue parole.”

“Quindi?”

“Ricordi la speranza nei volti di quelle persone, unita alla disperazione, disperazione per chi non ce l’aveva fatta, disperazione per le difficoltà che si trovavano davanti, la rabbia per un mondo impreparato ad accoglierli, indifferente alle loro sofferenze?”

“Sì…”

“Ho trovato molto belli i tuoi pensieri, mi sono commosso io stesso per le tue lacrime, per la tua emozione. Tuttavia, ho subito pensato che dovessi vedere anche un altro tipo di immigrati, che tuttavia subiscono la stessa sorte.”

“E lo vedremo qui?”

“In realtà potresti anche ricordartelo: anche tu eri un immigrato, dopotutto. Certo, ora è tutto finito, il mondo è stato in grado di accoglierti, ma non per tutti è così. Per molti raggiungere la terra è difficile, ed a volte non ci arrivano mai. Ma lo sai quanti corpi giacciono sul fondo di questo mare?”

“Non capisco ciò che dici, io non vedo nulla…”

“Osserva bene, qui davanti a noi c’è una corrente in cui l’acqua è più chiara, se ci infilassi la mano noteresti che è anche più tranquilla, ed è tiepida.”

“Sì, maestro, lo sento.”

“Guarda ora là, dove il sole sorge, proprio in questo momento stanno arrivando le prime barchette. Se guardi bene, noterai che all’inizio sono tutte su questa corrente.”

“Non riesco a vedere cosa c’è dentro, però…”

“Aspetta, ne abbiamo di tempo, aspetta che si avvicinino.”

“Ecco, una ha cambiato direzione, ma dove va?”

“Da nessuna parte.”

“Come sarebbe a dire?”

Un lamento lacerante mi trapanò le orecchie.

“Ma è… sembra il pianto di un bambino, e la barca…”

“Affondata…”

“Ma come…”

Intanto le altre barchette si avvicinavano, ora potevo vedere chiaramente il loro contenuto.

“Sono tutti bambini, in posizione… fetale.”

“Sì, guarda bene, puoi vedere i loro sorrisi, la loro tranquillità.”

“Stanno dormendo?”

“Oh, non dormono sempre, ogni tanto puoi vederne uno scalciare, uno succhiarsi il dito.”

“Davvero?”

“Beh, si stanno preparando, anche per chi riuscirà a raggiungere la riva non sarà tutto rose e fiori. Ci sarà da piangere, ci sarà da faticare, e chissà, un giorno potrei portare uno di loro a vedere tutto questo, uno di loro potrebbe godere lo stesso privilegio che godi tu.”

“Ovvero?”

“Sapere come nasce un uomo.”

“Ma quello che è affondato?”

“Non nascerà mai.”

“Come fai a dirlo con una tale tranquillità?”

“Non sono affatto tranquillo, il mio cuore non lo è. Non voglio, però, condizionarti. Osserva, e taci.”

Ubbidiente, continuai ad osservare quei bambini. Diventavano più grandi con il tempo, e più grandi diventavano le loro barchette. La maggior parte di loro rimaneva nella corrente, ma a volte ce n’era uno che sembrava proprio malato, in fin di vita, e allora la barca deviava e si rovesciava. Altre volte il bambino stava bene, ma nella barca si apriva una falla. L’acqua iniziava a zampillare all’interno del contenitore, e ben presto anche quella barchetta se ne andava alla deriva, ed il bambino iniziava a strillare, con grida che facevano male ai timpani.

“Quello non era destinato a morire.”

“Cosa?”

“Ormai sono tanti…”

“Spiegati, ti prego…”

“Sono tanti quelli che non raggiungono la riva, anche se potrebbero. È proprio come dicevi tu, no? Quante persone muoiono perché chi può permettersi di decidere… beh, decide che non c’è spazio, che non ci sono i soldi. Gli stati decidono che non c’è motivo di spendere tanti soldi per certe malattie, decidono che in fondo le persone si arrangeranno, no? Hanno altre priorità, gli stati.”

Non capisco, spiegati meglio…”

Non capisco cosa vuoi sentire. Vivere, in questo mondo, non è gratis. Ogni cosa ha un prezzo. Se non si vale abbastanza non si vive, e cosa vuoi che valga un bambino? Magari un bambino malato, che ha bisogno di tante spese? O un bambino che si trova a nascere in una famiglia già povera, e che non può trovare i soldi per mantenerlo? O ancora un bambino nato per errore, nato “troppo presto”? Questa è la fine che fanno tutti quei bambini, quando l’amore delle persone non li raggiungono. E non ci sono motovedette che possano ripescarli…”

Ma è… terribile, perché la gente non se ne accorge? Perché…”

Oh ma questi non sono esseri umani, non sono persone.”

Cosa?”

Così dicono.”

No…”

Così, queste non-persone, o pre-persone, come preferisci… questi esseri senza volto e senza nome possono anche morire, senza che i potenti della Terra se ne occupino.”

Ma quel bambino soffriva, non… non voleva morire…”

Non essere sciocco, questi esseri non possono volere.”

Ma smettila! Lo so che non pensi così…”

Mentre parlavamo, il corteo navigante si avvicinava sempre di più alla spiaggia, ma il silenzio era stato ormai violentato dalle infinite urla di quelli che non ce la facevano. Erano ormai decine, centinaia, migliaia quelli che si perdevano virando a destra o a sinistra. La maggior parte perché la barca si bucava all’improvviso.

Rispondimi, ora, c’è forse un viaggio più importante di questo?”

Non lo so…”

Uno in realtà ce n’è, ma questo allora è il secondo. Se potessi parlare con questi bambini, pensi che non vedresti le stesse cose che hai visto in quei volti di cui parlavi? Sperano di vivere, tuttavia già sono costretti ad attraversare un grande dolore, una grande fatica: quella di abbandonare quelle barchette che sono ancora tutto il loro mondo.”

Sì, sono anche loro… in viaggio.”

In viaggio verso una terra in cui potranno costruire la loro vita. Ma la terra ha un posto per loro? Il mondo è pronto ad accoglierli?”

Il mondo non accoglie proprio nessuno…”

Suvvia, non essere tragico. Tu sei stato accolto.”

Maestro, inizio a credere che sia stata solo fortuna.”

Chi può dirlo…”

Ma nessuno sa che questa cosa… succede?”

Ma certo. Lo sanno tutti.”

E nessuno… piange?”

Forse qualcuno sì…”

In quel momento sentimmo uno schianto, molto vicino: una delle barchette si era scontrata con lo scoglio da cui osservavamo la scena. Mi avvicinai, e trovai un esserino aggrappato alla roccia, tutto rosso di sangue, eppure mi guardava con i due occhi enormi e bellissimi.

Non ti avvicinare più di così, non c’è niente che tu possa fare per lui.”

Ma è ancora vivo!”

Feci un altro passo, ma in quel momento anche i suoi occhi iniziarono a sgorgare infinite lacrime, e la sua piccolissima bocca emise un terribile gemito. Allora una mano uscì dall’acqua, e lo portò in fondo al mare.

Puoi piangere tu, se vuoi.”

Avevo iniziato già da un pezzo, anche se dapprima piangevo solo con il cuore, ma ora non riuscii più a contenermi.

Come vedi, l’indifferenza è fin troppo globalizzata. Avevi mai pianto per questi bambini, prima d’ora? Eppure sapevi.”

Ma non pensavo che fosse così!”

Questa è la mia lezione, per oggi: il mondo sta dalla parte degli ultimi quando gli conviene, è accogliente solo quando l’accoglienza non supera il budget prefissato. Così succede per chi viaggia da un paese all’altro, così per chi viaggia dal grembo della madre al mondo.”

Ma che posso fare io? Che possiamo fare noi?”

Ciò che fai ora potrebbe essere già abbastanza, solo chi ha il cuore duro non può far nulla.”

Se solo qualcuno facesse vedere al mondo…”

Che vuoi, che il Papa dica una messa per loro?”

Forse…”

Allora impara anche questo: il Papa viene ascoltato anche lui solo quando fa comodo. I potenti lo ascoltano, dicono di ascoltarlo, quando dice cose che piacciono alla gente, quando le sue azioni inteneriscono il mondo, e allora anche loro si prendono una fetta di questa benevolenza, della benevolenza della gente. Certo che il Papa dirà una messa per loro, lo farà come lo hanno fatto molti altri papi, ma allora qualcuno dirà che è un violento, che vuole fare del male alle donne. Bisognerebbe saper rinunciare ad un certo tipo di benessere, per riuscire ad accogliere davvero chi ne ha bisogno, il mondo ha forse intenzione di arrivare a tanto?”

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 9 luglio 2013, in Racconti, Riflessioni con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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