Archivio mensile:novembre 2013

In Memoria di Babbo Natale

In Memoria di Babbo Natale

“La verità vi farà liberi”. Ecco, sì, liberi.

Forse è pensando a questo che mi sono convinto a farlo.

Perché in fondo la libertà non c’entra nulla con quello che è stato spacciato come tale negli ultimi secoli.

No. Il ribelle non è libero, anzi, è il meno libero tra i cittadini, perché in fondo è adolescente, dipende più di chiunque altro dal proprio “padre” ed è per questo che lo nega e lo combatte.

L’adolescente, infatti, la verità non la conosce, non più del bambino. Se quest’ultimo ama il padre vedendoci solo l’eroe, l’altro lo odia, vedendoci solo il traditore.

La verità è che il padre è sempre lo stesso: è semplicemente una persona. Non può dire di conoscerlo, dunque, chi non ha visto le sue brutture, come anche chi ne ha dimenticato la bellezza.

Essere liberi è essere adulti. Essere adulti è amare intimamente i propri genitori, vedendoli come semplici persone, sapendo di essere come loro, apprezzandone la bellezza senza l’ingenuità di chi è ignaro della bruttura. Essere adulti è aver perdonato i propri genitori.

(Babbo Natale è morto, capitolo 18: Scelte)

Cambiare pelle è dura, questo disse Kaa, il pitone delle rocce, a Mowgli il ranocchio che scopriva con dolore che “l’uomo torna all’uomo”, e che non c’è niente che possa evitarlo.

Non sempre è dura perché si è troppo affezionati alla propria condizione, o meglio: non sempre si è affezionati positivamente alla propria condizione. A volte si tratta di nostalgia, altre di vittimismo, o persino disperazione. Ci si può convincere che le cose non cambieranno mai, e che tutto sarà sempre così, senza un senso e senza una direzione.

Ma non divaghiamo. Leggi il resto di questa voce

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Un viaggio costoso

Berlicche

“Allora, signora, ecco qui il contratto. Noi le pagheremo mille dollari americani se lei accetterà di portare il bambino del nostro del nostro cliente…”
“E’ tanti soldi! Portarlo fino dove?”
“Come, fino dove?”
“Per mille dollari, è posto ben lontano! Viaggio costoso!”
“Ah. No. Non mi sono spiegato…intendevo dire…portarlo in grembo”
“In grembo? E’ scomodo da portare, ma se si viaggia seduti…”
“No. No. Quello che volevo dire è che dovrebbe restare incinta del…bambino.”
“Incinta? Per mille dollari”
“Sì. Ecco.”
“E lui è bello?”
“Sì. No. Ma che importa scusi?”
“Ragione, sì. Per mille dollari, anche se brutto…io preferisco bello.”
“Ma…no, aspetti. Non dicevo rimanere incinta…nel solito modo.”
“E che altro modo c’è?”
“Saranno i dottori a….mettere il bambino dentro”
“Questo uomo paga me per fare amore con dottori?”
“Sì…no, assolutamente, i dottori non faranno l’amore, metteranno solo dentro…lì, insomma, il bambino che poi crescerà”
“Ma perché fare fare a…

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IL SORCIO

IL SORCIO

Ragazzi, noi parliamo spesso di animali, perché gli animali sono creature di Dio ed in quanto tali sono belli, interessanti, affascinanti, e penso che tutti voi siate d’accordo con me. Abbiamo visto come anche gli insetti possono essere belli da osservare, e sapete che si possono imparare molte cose osservandoli.

Oggi, però, voglio parlarvi di un animale a cui non si può voler bene, perché è un animale orribile e disgustoso, nonché pericoloso. Emana un odore tremendo e tutto ciò che tocca si rovina, le uniche parole che possiamo rivolgergli sono di disprezzo.

Esso è una specie di roditore, una specie di topo, ma è ben diverso dai topolini che vivono in campagna, e peggiore anche dei ratti che vivono nelle fogne e che ogni tanto escono fuori per far danni nelle nostre case, e che chiamiamo pantegane.

Questo è un topo, un ratto, un sorcio disgustoso e malevolo, ed è l’unica creatura che merita di essere disprezzata.

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