Nuova lettera a Babbo Natale


ATTENZIONE: La lettera che potete leggere qui sotto coinvolge direttamente i personaggi del libro “Babbo Natale è morto”. Essa non contiene anticipazioni degli eventi raccontati nel libro ma, essendo scritta in un periodo successivo alla vicenda narrata, può comunque riportare informazioni che chi non avesse ancora letto il suddetto libro potrebbe non voler conoscere.

Martedì 3 Dicembre 2013

 

Caro Babbo Natale,

quest’anno le cose sono andate un po’ meglio, ed in gran parte il merito è tuo.

Mamma e papà si sono impegnati per litigare un po’ meno, anche se le cose non sono tornate prima. Temo che questo non succederà mai, ma non è poi così importante. Dopotutto la mia vita non dipende da loro, io posso essere felice anche se queste cose non funzionano bene, questo me lo hai insegnato tu.

Anche a scuola le cose vanno molto meglio, ho trovato la forza di ricominciare a studiare e sono tutti contenti di me, anche se probabilmente potrei fare meglio. Spero che anche tu sia contento di me: quello che mi insegni è importante, per me, anche se a volte il mio pensiero è altrove, e sicuramente non do l’impressione che mi importi più di tanto. Ti sei messo in testa di affrontare quegli argomenti più seriamente e più severamente, credimi: te ne sono grato. Anche se a volte ti faccio arrabbiare, anche se qualche volta ti tratto un po’ con sufficienza ed altre volte scappo… non desistere, pensa che il Signore di cui parli sempre non avrebbe lasciato un allievo difficile come me nelle mani di un maestro incapace, e infatti mi ha fatto incontrare il migliore del mondo. Grazie, a te e a Lui.

 

Ti scrivo, però, perché le cose non vanno così bene…

L’altro ieri è iniziato l’Avvento e, se l’anno scorso era iniziato con un po’ di speranza, quest’anno si prefigura già l’Inferno che sarà il Natale. A casa mia sono tutti più nervosi, in questo periodo, io cerco di allentare un po’ le tensioni ma non sono abbastanza bravo…

Cerco di essere servizievole in tutto, cerco di essere allegro e, per quanto possa riuscirci, pure felice, cerco di non portare a casa delusioni o brutti voti, anche se qualche volta qualcosa mi sfugge. Ebbene, nessuno riconosce il mio impegno, mia madre ha ricominciato a dire che sono un egoista e che faccio solo finta di volerle bene, mio padre dice che dovrei fare come tutti i miei coetanei e fregarmene. Non ha capito che i miei ideali sono diversi dai suoi, e che la mia vita sarà diversa dalla sua. In quanto ai miei coetanei… vado d’accordo con i miei amici, certo, ed esco molto più spesso dell’anno scorso, ma a volte sono insopportabili. Che ne sanno loro, in fondo? Non hanno sofferto come me, non sanno che significa vivere così…

 

Ieri sera ho litigato con mia madre, è delusa per qualcosa che non avrei fatto, e perché ogni tanto passo del tempo a fare quello che mi pare invece di aiutarla a fare questo o quell’altro, in particolare avrebbe voluto che andassi a fare delle commissioni per lei, ma io ero teso e stanco, e me ne sono dimenticato, ho preferito divertirmi un po’, ecco, e mi è passato di mente. Questa mattina mi ha appena salutato, se n’è andata con una freddezza assurda, e io ci sto soffrendo come un idiota.

Quando finirà, tutto questo? Ogni Natale sarà così? Una volta non vedevo l’ora che arrivasse, il Natale, ora invece spero che passi il più in fretta possibile, perché già non ne posso più.

Ti prego, dammi una mano, ho tanto bisogno che qualcuno mi dica che valgo qualcosa, che sono importante. Vorrei che qualcuno mi abbracciasse, adesso, che qualcuno passasse del tempo con me e mi facesse sentire un po’ meno solo.

So che passerà, so che mi vuole bene ed è solo nervosa perché il Natale le ricorda tante cose che la fanno soffrire, ma anche io sono un essere umano, anche io soffro. Perché io devo sopportare tutti e nessuno sopporta me? Perché quando sbagliano gli altri devo starmene zitto e quando sbaglio io non me ne viene perdonata una?

Perdonami, me la prendo con te che sei l’unico che non si sia mai dimenticato di incoraggiarmi, l’unico che mi ricorda che non sono venuto al mondo per piangere, e so che non ti piace vedermi triste…

Ma io ho tanta voglia di piangere e, purtroppo per te, sei anche l’unico che non mi deriderebbe per questo. Ti voglio bene…

Tommaso               

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 3 dicembre 2013, in Nuove lettere con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Come al solito un buon lavoro!. Molti ragazzi si riconosceranno in questa chiara presa di coscienza.

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