Nuove lettere – 6 Dicembre


ATTENZIONE: La lettera che potete leggere qui sotto coinvolge direttamente i personaggi del libro “Babbo Natale è morto”. Essa non contiene anticipazioni degli eventi raccontati nel libro ma, essendo scritta in un periodo successivo alla vicenda narrata, può comunque riportare informazioni che chi non avesse ancora letto il suddetto libro potrebbe non voler conoscere.

Venerdì 6 Dicembre 2013

Caro Babbo Natale,

innanzitutto, sappi che posso chiamarti come mi pare, e che se mi va di chiamarti così lo faccio.

Hai ragione tu: ho scritto quella lettera perché avevo bisogno di urlare quelle cose a qualcuno, ed in quel momento non c’eri. Poi è stato divertente farlo: sei così diverso quando scrivi… sembri quasi una persona seria.

Comunque… perdonami, avevo dimenticato che proprio in questo periodo era successa quella cosa orribile, mi dispiace tantissimo avertelo fatto ricordare. Ti prego, non mi tornare depresso come prima, sono tutti depressi in questo mondo!

Mi sono stancato dei musi lunghi, della gente che si lamenta in continuazione, di chi passa le giornate a piagnucolare pensando che capitino tutte a lui, e che tutti ce l’abbiano con lui…

Lo so, potresti dirmi che io sono proprio così, ed avresti ragione. Ma io sono un ragazzino, no? Un bimbetto. E poi sto migliorando, e spero di riuscire a mettere in pratica queste tue parole per affrontare questo mondo con un po’ di allegria, anzi, di “gioia”, come diresti tu.

Ale, sai bene che io spero con tutto il cuore che tutto ciò che mi insegni sia vero, ma non riesco a stare tranquillo, non riesco a fidarmi davvero, non ce la faccio a credere che un giorno incontrerò Gesù e cambierà tutto. Ho paura, ho paura che tutte le nostre sofferenze siano inutili, che le nostre gioie non siano che dei momenti che passeranno per poi sparire, ho paura di scoprire, un giorno, che fare del bene non serve a niente, e che sarei stato molto meglio rimanendo indifferente a chiunque e soprattutto ai miei genitori, che mi avrebbe fatto bene insultarli per poi nascondermi per sempre… Non ti capita mai di avere paura? Lo so, tu dici che ti sei fatto troppo male per credere ancora che il peccato possa portare a qualcosa di buono, ma non ti viene mai in mente che forse per te è stato così perché qualcuno te l’ha messo in testa?

Oddio, non fraintendermi… So che potrei farti arrabbiare parecchio, ti prego non credere che ti stia tentando, voglio solo che tu mi confermi che è proprio così, che il male non porta a nulla e che il bene alla fine viene ricompensato. Parlare di queste cose ti dà fastidio, lo capisco, mi hai già detto che certe ferite sono ancora troppo fresche per parlarne, che per nessun motivo vorresti che io arrivi a capirti. Ci credo, Alessandro, ed anche per questo sei il mio eroe, perché non tolleri nemmeno di immaginare quelle cose disgustose.

Ma io non sono come te, io riesco a passare interi pomeriggi ad immaginarmi di trattare quei due come meriterebbero, o come penso che meriterebbero, solo dopo aver perso così il mio tempo mi accorgo di quanto sia stupido e mi sento in colpa, penso a quanto poteva andarmi peggio, se non avessi avuto dei genitori che mi volessero bene, anche se spesso mi fanno arrabbiare e mi danno sui nervi…

Intendi questo quando parli delle insinuazioni del diavolo? Tu dici che piuttosto che dargli retta potrei approfittarne per fare del bene? E come? Sopportarli serve davvero a qualcosa? Si accorgeranno mai dei miei sforzi?

Ho paura, te l’ho detto, e tu diresti che sto facendo vincere “quella bestia”, che non la sto scacciando come potrei, ma io ho molta più paura di essere rifiutato dai miei genitori che di finire all’Inferno! Mi sembra che sia, sempre che esista, una prospettiva molto lontana, che potrei pensarci più avanti, mentre il mio vero Inferno l’ho vissuto tra quelle mura, e ogni tanto vorrebbe tornare.

Forse ho capito cosa vorresti dire: quello che fa il diavolo è convincermi a non fidarmi dei miei genitori, vero? Quindi tu pensi che anche quell’altro Inferno è opera sua, che è lui a farmi sentire solo, che lui mi mette addosso tutta quella paura proprio per impedirmi di dimostrare ai miei genitori che li amo e per impedire loro di ricambiare…

Ma se mi rifiutano?

Ale, hai sicuramente ragione tu, se mi chiudo in me stesso mi farò solo del male, invece devo continuare ad impegnarmi e farlo sempre di più, e confidare che le mie sofferenze portino frutto. Devo credere che un giorno incontrerò questo Gesù, e che mi cambi come ha cambiato te…

Ma davvero lo hai incontrato grazie a me? Io

Mi è difficile credere di essere così importante per te, io stavo solo cercando qualcuno che mi volesse bene, qualcuno che mi ascoltasse. Non penso di aver fatto nulla di speciale, mi sono fidato di te perché ero disperato, perché non avevo alternative. Non voglio offenderti, ma davvero penso che mi sarei guardato bene dall’entrare in casa di uno che mi aveva raccontato certe cose se avessi avuto alternative, capisci? Chiunque si sarebbe spaventato dopo aver letto quella lettera, e io ero spaventatissimo. Terrorizzato, anzi. Ma c’eri solo tu, che potevo fare?

Non ho fatto nulla di buono, anzi sono stato vigliacco fino in fondo, e tu mi vieni a dire che ti ho tirato fuori dall’Inferno?
Di certo il merito non è mio, Dio deve essere davvero grande e onnipotente se ha usato me per cambiarti la vita. Perdonarti? Non ho trovato il coraggio di perdonarti, ho solo capito che avevo bisogno di te, e che fidarmi di uno così era più facile che far pace con i miei genitori. Non dovevo perdonarti, tu non mi avevi fatto del male, mi avevi solo detto la verità.

Non so se un po’ di coraggio l’ho avuto, presentandomi alla tua porta, ma di certo non è nulla di cui vantarsi, e poi lo sapevo già che mi volevi bene, e che non mi avresti fatto del male…

Ma basta con questa lagna, non mi importa. Se tu vuoi pensare che sono stato coraggioso, allora pensalo. Magari l’anno scorso ero più coraggioso di adesso, mi sarò rammollito…

COMUNQUE non provare mai più a scrivere che moriresti o cose del genere, non te lo permetto. Che poi sarebbe davvero un paradosso, perché se tu morissi soffrirei, e già i tuoi alti propositi se ne andrebbero in fumo. Ti prego, evita certi sentimentalismi senza senso: non voglio che tu ti sacrifichi per me, o che ti prenda in carico il peso della mia vita. Ho scoperto di poter contare su un amico e un maestro e non voglio perderlo, già averti a portata di lettera mi è abbastanza di conforto.

Per quanto riguarda quell’altra cosa, ho deciso che se non ti piace quello che scrivo puoi pure smettere di rispondermi, tanto ti odio e non ti parlerò mai più.

…vabbè sì, mi sono confessato giusto un’ora fa, hai ragione anche su questo. Un giorno imparerò, non credi? Continuerò a provare, in fondo non è vero che sono insopportabili, ogni tanto magari sono un po’ invadenti, pretendono troppo, ma non hanno nulla che non va.

Un ultima cosa, e scusami se te lo ricordo ancora… Immagino che il 17 andrai a trovarlo. Se ti facesse sentire meglio sarei felice di essere lì con te, così per una volta potrò ricambiare.

Ti prometto che pregherò, Alessandro, per tutto quello che mi hai detto. Almeno fino a Natale.

Pregherò anche per te e per quel ragazzo. Se tutto questo ha un senso, un giorno lo incontrerò in Paradiso e gli dirò che tu gli volevi bene davvero. Anzi: glielo diremo insieme.

Il Signore proverà un po’ di pietà per un ragazzino, no? Non credo che lo abbia lasciato all’Inferno, se preghiamo forte sarà finalmente felice… giusto?

Ale, tu pure prega per me, ne ho tanto bisogno, giusto ripensando a quel giorno mi viene in mente l’ingrato che sono. È bello avere ancora la possibilità di arrabbiarsi con la propria madre, o di perdonarla…

Ma non vorremo mica rattristarci pensando a queste cose!

Continua a rispondermi, mi piace scrivere. Non pensavo che potesse essere così diverso dal parlare. Ci sentiamo presto, oppure ci leggiamo.

Ti voglio bene anch’io.

Tommaso

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 6 dicembre 2013, in Nuove lettere con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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