Eppure per i superbi non può esserci misericordia


Eppure per i superbi non può esserci misericordia

Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?».Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

(Gv9, 39-41)

Il Papa ha indetto un anno giubilare “della misericordia”, e già si sente gente ricamarci sopra ammiccando alla diffusa volontà odierna, specie in ambienti clericali, di gettare la misericordia in tarallucci e vino. Ecco che si sente parlare di “persone che non possono essere allontanate dalla misericordia di Dio”, accennando a separati, divorziati, risposati ma anche ad altri gruppi che, secondo il mainstream clericale per forza di cose del tutto avulso dalla realtà, sarebbero “ai margini della società”.

Ora, tralasciando il fatto che ciò è essenzialmente falso, e che non è certo il trattamento subito dalla “società” (ma anche della Chiesa visibile) che dovrebbe interessare a certe persone e soprattutto ai preti, qui c’è a mio parere un grosso equivoco, oggigiorno quasi insormontabile.

Insomma, parliamo chiaramente: la misericordia NON è per tutti. O meglio, quella misericordia di cui spesso si parla non è proprio per nessuno, la misericordia è altro e non dipende solamente da Dio accordarla. Non è misericordia permettere che chi non riconosce Cristo nell’Eucaristia la riceva, non è misericordia applaudire alle persone che si gettano nella bocca dell’inferno. Semmai questa è iniquità.

Si confonde spesso la misericordia con il perdono, in effetti, ma la misericordia non si identifica con il perdono, piuttosto ne è la causa. Serve il perdono per ricevere l’Eucaristia? Certo. Come si fa a riceverlo? Chiedendolo. Chi è che non può riceverlo? Chi non lo chiede. Chi è che non lo chiede? Chi ritiene di essere nel giusto.

Ed è questo il punto. Conosco tante persone che ritengono di essere trattate male dalla Chiesa perché magari non hanno ottenuto un’assoluzione, o perché si sentono esclusi e via dicendo. Eppure è quasi una costante: queste stesse persone fanno discorsi strani, che definirei quasi diabolici. Una volta ho sentito dire:

“Io posso stare a testa alta davanti al crocifisso.” (in contrapposizione con il prete che dovrebbe perdonarla che “è solo un uomo”, dice, e che “tutti sanno come si comporta” ed è di conseguenza peggiore di lei).

E allora perché avresti bisogno dell’Eucaristia?

Perché avresti bisogno della Misericordia di Dio?

Misericordia viene dal latino “misèreo” (ho pietà) e cor (cuore), un dizionario (http://www.etimo.it/?cmd=id&id=11070&md=807b020469b5c63981edd5912b9bedfe) dà questo significato “Sentimento, per il quale la miseria altrui tocca il nostro cuore.”

Ora capite che per avere pietà è necessario che ci sia qualcosa che faccia pietà, perché il misero tocchi il cuore deve essere misero. Se pensate di poter stare a testa alta davanti al crocifisso (cosa che non avrebbe mai detto nessun santo), se pensate che la Chiesa vi fa un torto e che DEBBA darvi l’Eucaristia, che DEBBA perdonarvi, che abbiate diritto alla misericordia perché siete “nel giusto”… Come si fa ad avere misericordia di voi? Non siete miseri, lo dite voi stessi. Non siete ciechi. Siete perfetti, giusti, buoni. E allora rimanete pure nell’Inferno che vi siete costruiti.

Il punto non è la materia del peccato, non è semplicemente COSA il peccatore abbia fatto, ma che questi si riconosca peccatori, riconosca di essere misero, debole, malato, che riconosca che senza Cristo non può nulla e che tutto ciò che ha non vale nulla. Chi superbamente giudica il mondo al posto del Signore non può ricevere misericordia NON perché la Chiesa lo allontani dalla misericordia di Dio, ma perché è lui che si allontana.

Finché qualcuno ritiene di avere dei diritti, nella Chiesa, non potrà ricevere la misericordia. Cristo è morto sulla croce ed è risorto, ma non ci era dovuto. Nel sacramento della Riconciliazione purifica le nostre anime con il suo sangue, ma non ci è dovuto. Nell’Eucaristia ci unisce a lui, ma non ci è dovuto. Tutto è dono, tutto è immeritato, di niente siamo degni.

Se vi riterrete degni di ricevere qualcosa, è giusto che vi sia negata. È questa la logica del Vangelo.

Ha sollevato gli umili, ha rovesciato i potenti dai troni, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.

Preghiamo che ci dia la luce per riconoscere ogni giorno la nostra miseria, e che possa avere pietà di noi anche quando il nostro cuore è duro e facciamo gli offesi se cerca di dirci che abbiamo bisogno di Lui.

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Informazioni su ishramit

Un essere umano, che in quanto tale vive, osserva, studia e crea; un bambino non troppo cresciuto e che di crescere non ha alcuna voglia, e che assolutamente non ha alcuna paura di mostrarsi bambino; un Cristiano, che crede nel Dio che vive nelle persone del Padre, dello Spirito e del Figlio, in Gesù Cristo, Verbo divino che ogni giorno si fa carne per portare il peso che quei bambini irresponsabili che ogni giorno lo crocifiggono non sono in grado di sostenere . Ci sarebbe poco altro da dire, ma nessuno lo dirà.

Pubblicato il 15 marzo 2015, in Bibbia con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ritengo che il buon Dio sia meno rigoroso di te …

    • Il punto è che il giudizio fino a qui (ovvero finché la vita non è compiuta) non è del buon Dio, ma di chi si apre o, viceversa, si chiude alla sua misericordia.
      Il fariseo che ringrazia perché non è un peccatore come il pubblicano non potrà accogliere la misericordia divina finché non si inginocchierà anche lui. È miserabile e non se ne rende conto, per questo è perduto, forse un giorno si accorgerà che non ha da mangiare neppure le carrube dei porci e tornerà indietro chiedendo di diventare uno schiavo di quello che un tempo era suo padre. Il buon Dio non vede l’ora che questo succeda, per festeggiare uccidendo il vitello grasso.

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