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L’ideologia gender influenza la psicologia accademica?

Il dibattito sulla questione dell’omosessualità ha ormai superato il livello di guardia anche in Italia. La legge Cirinnà è l’ultimo passaggio di un iter culturale che dura da anni e che si basa su elementi mediatici dominanti. Padre e madre definiti concetti antropologici, un improvviso sussulto favorevole all’ipotesi di “famiglia omosessuale” dopo anni di critica a quella naturale, sdoganamento di mercificazioni come quella dell’utero in affitto, almeno per certi personaggi in vista della politica. Ma quanto c’entri la scienza in tutto ciò, è argomento controverso.

Per questa ragione che abbiamo ritenuto di dover interpellare una parte della scienza stessa che, pur rappresentata da un solo individuo, possa esprimere un punto di vista basato su un approccio quanto più possibile sperimentale, confrontandolo con l’atteggiamento della cultura massmediatica e, in parte, anche scientifica. Francesco è il nome fittizio di un giovane psicologo che preferisce restare anonimo: gli abbiamo chiesto chiarimenti sulla fondatezza di certi argomenti, l’atteggiamento che sta tenendo sulla questione la psicologia italiana, e l’effettiva libertà di studio che esiste oggi nel settore.

Continua su: http://www.azioneculturale.eu/2016/06/lideologia-gender-influenza-la-psicologia-accademica/

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Un viaggio costoso

Berlicche

“Allora, signora, ecco qui il contratto. Noi le pagheremo mille dollari americani se lei accetterà di portare il bambino del nostro del nostro cliente…”
“E’ tanti soldi! Portarlo fino dove?”
“Come, fino dove?”
“Per mille dollari, è posto ben lontano! Viaggio costoso!”
“Ah. No. Non mi sono spiegato…intendevo dire…portarlo in grembo”
“In grembo? E’ scomodo da portare, ma se si viaggia seduti…”
“No. No. Quello che volevo dire è che dovrebbe restare incinta del…bambino.”
“Incinta? Per mille dollari”
“Sì. Ecco.”
“E lui è bello?”
“Sì. No. Ma che importa scusi?”
“Ragione, sì. Per mille dollari, anche se brutto…io preferisco bello.”
“Ma…no, aspetti. Non dicevo rimanere incinta…nel solito modo.”
“E che altro modo c’è?”
“Saranno i dottori a….mettere il bambino dentro”
“Questo uomo paga me per fare amore con dottori?”
“Sì…no, assolutamente, i dottori non faranno l’amore, metteranno solo dentro…lì, insomma, il bambino che poi crescerà”
“Ma perché fare fare a…

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Estetica dei videogiochi. Percorsi, evoluzioni, ibridazioni

 

di Luca Papale

 

Il libro riesce a fornire, in poco spazio, un ritratto molto interessante dell’attuale mondo videoludico e dei processi che l’hanno portato ad essere quello che è; il tentativo di portare un po’ di ordine nel caos che ha rappresentato la descrizione di tale mondo è sicuramente ben riuscito, oltretutto rimanendo perfettamente comprensibile anche ai profani dello studio dei media. L’analisi del videogioco come medium autonomo e indipendente, in particolare, riesce in questo testo a portare alla luce non solo la necessità di tenere in considerazione la dignità del videogioco che non può più essere visto come semplice “giocattolo”, ma anche la possibilità di liberarlo dall’immagine di “sottoprodotto” di altri media, permettendogli così di entrare a pieno diritto in quella rete di interrelazioni ed interdipendenze orizzontali che collegano i prodotti culturali di ogni tipo.
Tenendo da parte qualche asserzione filosofica discutibile, il libro riesce anche a delineare vari aspetti del rapporto tra uomo contemporaneo e videogiochi (ma anche media in generale, dimostrando ulteriormente che lo studio del videogioco non è né inutile, né banale, ma importante per comprendere appieno il contesto culturale odierno.

 

 

Compratelo e non ve ne pentirete, sempre che l’argomento sia di vostro interesse: cliccate sulla copertina qua sopra per maggiori informazioni…

Che sta succedendo in Francia?

Per un paio di giorni si è parlato dello storico che si è sparato dentro Notre-Dame, per il resto gli avvenimenti francesi degli ultimi mesi hanno fatto notizia solo quando effettivamente fu varata la legge che consente il matrimonio omosessuale, e dei manifestanti si parlò solo come di uno sparuto gruppo di “cattolici reazionari di destra”, quando non fascisti.

Guardate questo video, e capirete chi sono i “fascisti” (tra l’altro termine assolutamente improprio riferito a qualsiasi cosa, ma consideratelo usato nell’accezione contemporanea del termine).

PS: e pensare che in quella piazza non sono tutti cattolici, tanto meno tutti di destra… nemmeno tutti etero in effetti.

 

Quelli che…se il Papa “apre” tornano cattolici

Per solidarietà all’amico Giuliano Guzzo, che ha subito un mobbing ignobile e degno degli scimpanzé di Lorenz per ricordare cose assolutamente scontate (e con toni molto più morbidi dei suoi soliti, aggiungerei), rigiro qui il suo articolo.

Giuliano Guzzo

Vladimir-Luxuria-4

In principio fu Vladimir Luxuria a dichiararsi pronta – o pronto, non è chiaro – a tornare cattolica/o se il Papa apre ai gay. Ma scommettiamo che pure Emma Bonino e Marco Pannella tornerebbero

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Montanelli su Giordano Bruno

“Di Bruno, sul piano della dottrina cattolica che ne determino’ la condanna da parte del Sant’ Uffizio, ha gia’ parlato giovedi’ sul Corriere, con grandissima competenza, Armando Torno. Se del personaggio e dello scrittore Bruno – di cui qualcosa posso dirle anch’ io – lei vuole conservare l’ alta opinione che mostra di averne, le consiglio di non leggerne nulla. Dopo essermi piu’ volte provato a farlo, io non sono mai riuscito ad andare oltre le prime due o tre pagine della sua prosa disordinata, enfatica e lutulenta. I suoi esegeti sono concordi nel dire che, anche se Bruno era un uomo di cultura, non l’ aveva digerita, e che nel suo pensiero c’ era un po’ di tutto, alla rinfusa, ma di suo ben poco. Quanto al personaggio, ecco la scheda autobiografica che compilo’ lui stesso per i suoi ascoltatori londinesi: “Amante di Dio, dottore della piu’ alta Teologia, professore di cultura purissima, noto filosofo, accolto e ricevuto presso le prime Accademie, vincitore dell’ ignoranza presuntuosa e persistente…”, e via di questo passo. Non ho mai capito perche’ si fece frate e scelse l’ ordine piu’ severo, quello dei Domenicani. Il suo carattere era quello di un ribelle a tutte le regole, di uno “sciupafemmine” come dicono dalle sue parti (era di Nola) sempre in caccia di gonnelle. Infatti poco dopo getto’ la tonaca alle ortiche, e comincio’ a girovagare in tutta Europa in cerca di cattedre e di pergami da cui predicare. La sua oratoria era simile alla sua prosa: gonfia di aggettivi e d’ immagini, aggressiva e violenta specie contro la Chiesa: tanto che i calvinisti di Ginevra, credendo che fosse dei loro, lo invitarono a tenere un corso. Ne approfitto’ per denunciare gli errori e gli strafalcioni teologici in cui essi cadevano, e ne fu contraccambiato con l’ espulsione dalla citta’ . Gli amici (qualcuno ne aveva) lo persuasero a rivestire il saio, e stranamente la Chiesa glielo concesse. Lui la ripago’ facendosi propagandista del pensiero copernicano – rielaborato a modo suo – che la Chiesa condannava come eretico. Stavolta il Sant’ Uffizio perse la pazienza, se lo fece consegnare dai gendarmi di Venezia, dove si era ultimamente rifugiato, e lo sottopose a processo. Nell’ interrogatorio del Grande Inquisitore Bellarmino, Bruno non difese le sue posizioni, anzi le rinnego’ come false, confesso’ tutti i suoi peccati, e chiese di essere riaccolto in grembo alla Chiesa. Fu quando si trovo’ issato sul patibolo di Campo de’ Fiori, cioe’ quando ormai non aveva piu’ nulla da perdere, che Bruno si penti’ di essersi pentito e pronuncio’ contro la Chiesa la sua ennesima requisitoria condita di orrende bestemmie. No, Bruno non fu un eroe del Libero Pensiero, come un Carnesecchi o un Ochino, di cui non raggiunse l’ altezza morale e intellettuale. Era soltanto un ribelle che si ribellava a tutto per il suo carattere egocentrico e protervo. Con questo – intendiamoci – non intendo affatto giustificare il supplizio a cui fu condannato e su cui era tempo che la Chiesa facesse atto di contrizione. Voglio soltanto dire che, di tutti quelli (e furono tanti) da essa accesi in quei tempi calamitosi, il rogo di Giordano Bruno e’ fra quelli che m’ indignano di meno. Esso illumina della luce piu’ cupa, e quindi piu’ pertinente, lo squallido paesaggio dell’ Italia della Controriforma: un prete e un gendarme intenti ad arrostire un ribelle privo anche del conforto di una Causa a cui intestare il proprio sacrificio. ”

 

[Corriere della Sera, 5 Febbraio 2000, pagina 41]

Per saperne di più sul “razionalismo” del “martire del libero pensiero”: http://www.uccronline.it/2013/05/19/giordano-bruno-magia-e-occultismo-altro-che-razionalita/

Commentatori di Yahoo: tremate.

Perché a forza de sentì parlà della storia del sole invictus come dell’acqua che bolle uno se stufa.
Com’è noto la massa sa dubitare… di quello che la massa dubita!

Come vedete, la questione non è così semplice e ovvia come alcuni vorrebbero farla sembrare.

 

Recensione del libro “Quando è nato Gesù?”

 

 

Con questo articolo diamo avvio alla collaborazione con Michele Loconsole, dottore in Sacra Teologia Ecumenica, docente di Religione cattolica nella Diocesi di Bari-Bitonto, giornalista pubblicista e scrittore, presidente dell’ENEC (Europe-Near Easr Centre) e vice-presidente della Fondazione Nikolaos. Conduce dal 2008, per l’emittente televisiva Antenna Sud, la rubrica settimanale “Il Verbo e la Parola”, a cui partecipa S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo della Diocesi Bari-Bitonto. Coordinatore dell’Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura della Curia barese, è iscritto nell’Albo degli esperti per l’IRRE Puglia. In questo articolo presenterà il suo libro “Quando è nato Gesù?” (San Paolo 2011). Acquistandolo su Libreria del Santo si sosterrà indirettamente il nostro sito web

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POSATORA, UN QUARTIERE IN PROTESTA

«Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre

«Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre

Calendar 8 settembre, 2012


di Stefano Bruni*
*pediatra

Questa lettera è dedicata a mia mamma ma è dedicata anche a tutte le altre mamme presenti e future, perché troppo spesso dimentichiamo di ringraziarle per averci messi al mondo e per averci amati per una vita intera nonostante i tanti condizionamenti provenienti dal mondo che le circonda.
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Leggete lui, a me non hanno insegnato abbastanza morale.

Chi era che m’aveva detto: “Deve esistere solo la scuola statale?” Se chiamava Alessandro?

Me dispiace, te vojo be’, ma se te pjo n’altra volta non te lascio sta finché non obbedisci alla morale di “Osserva, e taci”, che verrà insegnata in tutte le scuole di PoleLandia dalle 3 alle 5:25.

Berlicche

Morale laica. Questo è quanto, secondo il progetto governativo, dovrà dall’anno prossimo insegnare la scuola francese. Perché “Se la Repubblica non dice quali sono i vizi e le virtù, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, altri lo faranno al suo posto“, pontifica il ministro Peillon.

Spero apprezziate l’onestà intellettuale. Lo Stato, tramite la bocca del suo ministro per l’istruzione, si pone esplicitamente come fonte non solo del diritto ma della morale. E’ lui che decide cosa sia il bene e cosa sia il male, con l’intento esplicito di buttare a mare ogni altro che possa avere opinioni diverse. Perché «per dare la libertà di scelta, bisogna essere capaci di strappare l’allievo a tutti i determinismi, familiare, etico, sociale, intellettuale».

Via la famiglia. Via la religione, è sotteso ad ogni piè sospinto, per non lasciare nessuno spazio a quanto detto “dai mercanti…

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