Archivi categoria: In oculo Serpentis

In oculo Serpentis – Capitolo XXIV

24

Potere e volontà

In oculo Serpentis – Capitolo XXIII

23

Strade bianche verso Sud

Chiunque voglia leggerlo lo chieda, lo invierò per e-mail (assieme agli altri, per chi volesse iniziare ora…)

 

In oculo Serpentis – Capitolo III

3

Paradiso

Ero nello studio di questo sedicente psicologo e, nonostante questi mi chiedesse spesso di fermarmi, continuavo a raccontare e a parlare di ciò che avevo vissuto poco tempo prima, senza nemmeno prendere fiato, come se fossi in una sorta di trance.

Affermai che, una volta aperti gli occhi, mi ero ritrovato in un altro luogo, molto diverso: sentivo la presenza di qualcosa, vicino a me, ma una luce ancora più forte di quella emanata dal Tukor mi impediva di comprenderne la natura, o di riconoscere la fonte di quel calore che aleggiava nell’aria, ma soprattutto di capire cosa mi rendesse così felice senza che ne avessi alcun motivo.

A questo punto il dottore mi colpì, facendomi tacere per la prima volta, ricordo ancora chiaramente il brivido che mi attraversò dalla testa ai piedi nel momento in cui tornai alla realtà.

“Mi scusi, ma di solito cerco di sapere più elementi possibili riguardo la vita dei miei pazienti, prima che inizino a raccontare i fatti direttamente pertinenti al caso in questione. Di lei non conosco nemmeno il nome, per favore…”

“Oh scusi, non mi sono presentato? Asclepiadei, Giosuè Asclepiadei è il mio nome.”

“Perfetto, continui pure, data la situazione non penso mi convenga sapere altro su di lei, per questa volta lasceremo quella parte per ultima.”

Il suo tono era quasi compiacente, eppure nella mia testa suonò come un ordine perentorio. D’altronde, non ricordavo, né allora né poi, come fossi arrivato in quella stanza, né perché.

“Va benissimo.” Leggi il resto di questa voce

In oculo Serpentis – Capitolo II

Ci si sente il 12 Agosto!

2

Inferno

Guardai l’orologio e scoprii che erano ancora le 3 di notte, in effetti era buio pesto. Perfetto, pensai, uno psicopatico è riuscito a rovinarmi il sonno della domenica, e di certo non sarei riuscito a riaddormentarmi con quella roba in mente. Presi quindi il tomo e lo portai con me in salotto, lo appoggiai sul tavolino e, con cautela, lo aprii. Le pagine erano bianchissime, l’inchiostro più nero della pece, la carta ancora tiepida, come se fosse stato stampato pochi minuti prima. Era scritto a mano.

Quello che stai per leggere è la cronaca di ciò che ho visto durante la mia permanenza in questa terra. Leggendolo capirai cos’è successo, succede e succederà. Consideralo una richiesta di aiuto e rispondi alla mia chiamata, ti prego. Perché solo in questo modo potrò salvare coloro che amo, e tra quelli ci sei tu. Durante la mia lunga vita ho sofferto e gioito, io mi batto perché voi possiate fare lo stesso, perché colui che non sono ancora pronto a nominare non vinca. Non so se riuscirò a salvare anche me, ma questo non è importante, ho già avuto tante di quelle opportunità, che la speranza pare ingiustizia, ma voi non solo potete: voi dovete. Forse sbaglio a dirti questo ma la Giustizia mi impone così: non sei costretto ad accorrere, libertà hai avuto nascendo, libertà avrai ancora morendo. È però presto per parlare di questo: osserva e taci.” Leggi il resto di questa voce

In oculo Serpentis – Capitolo I (Il perdono di Babil)

Continua da qui (https://osservaetaci.wordpress.com/2012/05/24/in-oculo-serpentis-lincipit-5/)

Non dovevo far che parlare, parlare e ancora parlare, questo si fa davanti a persone del genere, così gli raccontai come, giorni prima, mi ero scervellato per ore per capire come potesse esistere un libro del genere: le parole erano scritte in una moltitudine di lingue diverse, e ogni volta che si riapriva una pagina essa cambiava, a volte cambiava anche sotto ai miei occhi e si vedeva chiaramente l’inchiostro scivolare da una riga all’altra, da una parola all’altra, senza alcun senso apparente.

Mi era stato dato di sabato sera, o meglio notte: a mezzanotte in punto stavo tornando a casa dal lavoro, a piedi; nel buio sentii una mano premere sulla mia spalla, così mi voltai e l’ombra fu improvvisamente illuminata da una luce incorporea, che non veniva da nessuna parte. Leggi il resto di questa voce

In oculo Serpentis, l’incipit

Qui sotto troverete il primo paragrafo del mio libro, che molto probabilmente nessuno di voi (nemmeno quelli a cui ho inviato il pdf) ha letto. 

In effetti l’ho aggiunto molto recentemente, nel momento in cui mi sono trovato a riscrivere per intero i primi due capitoli. Ricordo che per leggere il libro (allo stato attuale, dunque incompleto) basta chiedere, riceverete il pdf per e-mail. 

 “Padre, ti senti meglio? Non dovresti cantare in queste condizioni.”

Non mi sento meglio, figliolo, e non succederà più. Chiama i tuoi fratelli.”

Sono qui, non vedi?”

Sì, vedo, è giunta l’ora.”

Di cosa stai parlando?”

Non vi ho mai spiegato molte cose, lo farò adesso.”

Ma non stai bene, non dovresti…”

Solo questo mi manca.”

Lascialo parlare – disse il fratello maggiore, con voce ferma – sai bene che quando i suoi occhi brillano così non c’è niente che possa farlo ragionare.”

Brillano davvero? Spero di non mettermi a piangere quando avrò finito, davanti ai miei figli…”

Un bisbiglio avvolse la capanna, si meravigliavano che il padre avesse ancora voglia di scherzare, vecchio e malato com’era; non intuivano la serietà di ciò che stavo per raccontare, né il mio bisogno di liberarmi di quel peso, anche scherzando. Leggi il resto di questa voce