Archivi categoria: Mondo animale

IL SORCIO

IL SORCIO

Ragazzi, noi parliamo spesso di animali, perché gli animali sono creature di Dio ed in quanto tali sono belli, interessanti, affascinanti, e penso che tutti voi siate d’accordo con me. Abbiamo visto come anche gli insetti possono essere belli da osservare, e sapete che si possono imparare molte cose osservandoli.

Oggi, però, voglio parlarvi di un animale a cui non si può voler bene, perché è un animale orribile e disgustoso, nonché pericoloso. Emana un odore tremendo e tutto ciò che tocca si rovina, le uniche parole che possiamo rivolgergli sono di disprezzo.

Esso è una specie di roditore, una specie di topo, ma è ben diverso dai topolini che vivono in campagna, e peggiore anche dei ratti che vivono nelle fogne e che ogni tanto escono fuori per far danni nelle nostre case, e che chiamiamo pantegane.

Questo è un topo, un ratto, un sorcio disgustoso e malevolo, ed è l’unica creatura che merita di essere disprezzata.

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Ossigeno e Ramirezi

Avevo girato questi video per motivi fondamentalmente diagnostici, ad ogni modo li condivido qui per dare la possibilità di operare un confronto a chi si trovasse in una situazione simile.

Ho inserito Sabato scorso due Ramirezi (una coppia, potete riconoscere la femmina dalla macchia rossastro/rosata nel ventre) nell’80 litri sudamericano, già abitato da 4 corydoras, con KH 5 (da abbassare), PH 7 (da abbassare anche lui) e temperatura 27° come richiede la specie. I nitrati e i nitriti, invece, erano entrambi a 0 per l’ovvia carenza di materiale biologico in decomposizione in confronto all’azione denitrizzante delle piante a crescita rapida.

Stavo cercando di abbassare il pH e, probabilmente, avevo esagerato con la CO2. Così, in preda all’ansia nel vedere i pesci ancora “affannati” dopo 2 giorni, ho girato questo video per inviarlo a qualcuno più esperto di me:

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Le bestie sono migliori degli uomini?

Molti e diversi tra loro sono i motivi che pos­sono spingere la gente ad acquistare e a tenere un cane, e non tutti sono buoni. Innanzi tutto, tra gli amici dei cani vi sono anche coloro che cercano rifugio in un animale soltanto a causa di amare esperienze personali. Mi rattrista sempre sentire quella frase malvagia e total­mente falsa«Le bestie sono migliori degli uomini». Non lo sono affatto! Certo, la fe­deltà di un cane non trova facilmente l’equi­valente tra le qualità sociali dell’uomo. In compenso, però, il cane non conosce quel labirinto di obblighi morali, spesso in contrasto tra di loro, che è proprio dell’uomo, non conosce, o soltanto in misura minima, il conflitto fra inclinazione e dovere, insomma tutto ciò che in noi poveri uomini crea la colpa. Anche il cane più fedele è amorale, secondo il significato umano della responsabilità.

Una chiara ed esatta conoscenza del comportamento sociale degli animali più evoluti non conduce, come molti credono, a ridurre le differenze fra uomo e animale, ma al contrario: soltanto un buon conoscitore del comportamento animale è in grado di valutare la posizione unica e più elevata che l’uomo occupa fra gli esseri viventi.
La comparazione scientifica fra l’animale e l’uomo, su cui si basa tanta parte del nostro metodo di ricerca, non implica affatto – come del resto l’accettazione della teoria sull’origine della specie – una diminu­zione della dignità umana. È nella natura del processo evolutivo il dar vita a forme sempre nuove e più elevate che non erano in alcun modo prestabilire, e neanche solo contenute, negli stadi precedenti da cui esse hanno avuto origine. È pur vero che ancora oggi nell’uomo c’è tutto l’animale, ma non certo tutto l’uomo è nell’animale. Il nostro metodo filogenetico di indagine, che necessariamente parte dal gradino più basso, cioè dall’animale, ci mostra con particolare evidenza proprio l’ elemento essenzialmente umano, cioè quelle alte creazioni della ragione e dell’etica che non sono mai state presenti nel regno animale, e questo appunto perché noi le poniamo in rilievo staccandole da quello sfondo di antiche, storiche qualità e capacità che ancor oggi l’uomo ha in comune con gli animali più evoluti. Dire che gli animali sono migliori dell’uomo  è semplicemente una bestemmia; anche per la mente critica del naturalista, che non nomina con futile presunzione il nome di Dio. Quella frase rappresenta un satanico rifiuto dell’ evoluzione creativa nel mondo degli organismi viventi.

Purtroppo una schiera terribilmente numerosa di amici degli animali, ma soprattutto di coloro che li proteggono, insiste su questo pun­to di vista eticamente tanto pericoloso. Invece l’amore per gli animali è bello e nobilitante e soltanto quando nasce dal più vasto e generi­co amore per tutto il mondo vivente, il cui nucleo centrale e più importante deve rima­nere l’amore per gli uomini. « Io amo ciò che vive », fa dire J.V. Widmann al Redentore nella sua leggenda drammatica Il Santo e gli animali. Solo chi è in grado di dire lo stesso di sé può dare senza pericolo morale il suo cuore agli animali. Ma colui che, deluso e amareggiato dalle debolezze umane, toglie il suo more all’umanità per darlo a un cane o a un gatto, commette senza dubbio alcuno un grave peccato, vorrei dire un atto di ripugnante perversione sociale. L’odio per l’uomo e l’amore per le bestie sono una pessima combinazione.”

 

Da E l’uomo incontrò il cane di Konrad Lorenz (pp. 55-57)

(In risposta a http://melodiestonate.wordpress.com/2013/04/29/lanimale-e-inferiore-alluomo-perche-non-sa-amare/)

(…) non posso poi prend…

(…) non posso poi prendermela tanto con quelle persone sensibili che non vogliono saperne di avere un cane pensando al dolore che procurerà loro l’inevitabile distacco. Però, pensandoci bene, con loro ce l’ho davvero. Nella vita umana è fatale che si paghi ogni gioia con un tributo di dolore, e l’individuo che si proibisce le poche gioie lecite ed eticamente ineccepibili dell’esistenza per paura di dover pagare il conto che il destino prima o poi gli presenterà, non posso in fondo considerarlo altro che un povero essere gretto e meschino. Colui che vuol far l’avaro con la moneta del dolore si ritiri in una soffitta come una vecchia zitella e vi rinsecchisca pian piano come un tubero sterile, che non ha mai portato frutti.

[Konrad Lorenz, E l’uomo incontrò il cane]