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Estetica dei videogiochi. Percorsi, evoluzioni, ibridazioni

 

di Luca Papale

 

Il libro riesce a fornire, in poco spazio, un ritratto molto interessante dell’attuale mondo videoludico e dei processi che l’hanno portato ad essere quello che è; il tentativo di portare un po’ di ordine nel caos che ha rappresentato la descrizione di tale mondo è sicuramente ben riuscito, oltretutto rimanendo perfettamente comprensibile anche ai profani dello studio dei media. L’analisi del videogioco come medium autonomo e indipendente, in particolare, riesce in questo testo a portare alla luce non solo la necessità di tenere in considerazione la dignità del videogioco che non può più essere visto come semplice “giocattolo”, ma anche la possibilità di liberarlo dall’immagine di “sottoprodotto” di altri media, permettendogli così di entrare a pieno diritto in quella rete di interrelazioni ed interdipendenze orizzontali che collegano i prodotti culturali di ogni tipo.
Tenendo da parte qualche asserzione filosofica discutibile, il libro riesce anche a delineare vari aspetti del rapporto tra uomo contemporaneo e videogiochi (ma anche media in generale, dimostrando ulteriormente che lo studio del videogioco non è né inutile, né banale, ma importante per comprendere appieno il contesto culturale odierno.

 

 

Compratelo e non ve ne pentirete, sempre che l’argomento sia di vostro interesse: cliccate sulla copertina qua sopra per maggiori informazioni…

Quell’orfanotrofio al di là dell’oceano…

Il cosiddetto ban

Per una storia digitale dell’indifferenza

 

I più malati avranno riconosciuto al volo la struttura del titolo: non ho interesse a nasconderne la provenienza, e saperne qualcosa gioverà alla comprensione di questo post.

Konrad Lorenz, il pluricitato etologo austriaco, premio nobel per la medicina e la fisiologia eccetera eccetera, scrisse nel ’63 un testo rivoluzionario, destinato a far scalpore all’interno della comunità scientifica e pure fuori: “Il cosiddetto male. per una storia naturale dell’aggressività” Perché? Ma perché Lorenz sosteneva che il “male” non esistesse in quanto tale, ma solo in quanto manifestazione di moduli comportamentali inadeguati all’ambiente in cui l’animale (o l’uomo) si trova ad agire. Lorenz ci parla infatti di aggressività, ci mostra le funzioni assolutamente indispensabili che essa ricopre nel contesto della sopravvivenza della specie e mette a nudo il fatto che l’uomo non sia così aggressivo per un sarcastico scherzo della natura, ma semplicemente perché sfuggito dal contesto in cui quell’aggressività si rivelava utile e ben condotta.  Leggi il resto di questa voce

Dante e Federico Guglielmo

Già stamattina avevo deciso di dire la mia su questo argomento: “scuole, talenti, elitarismo-aristocratico/pari-dignità-democratica”.

Già stamattina avevo deciso di NON dire la mia, ma di lasciarvi due citazioni: la prima è di un grandissimo letterato italiano (però è meglio Manzoni, e non riflettete troppo su questa parentesi se non avete le basi per capire a cosa mi riferisco. E no, se non mi conoscete di persona quelle basi non le avete) e, potremmo dire, per molte ragioni padre della cultura italiana; la seconda è di un altrettanto grande filosofo tedesco, che in vari modi ed in varie vesti affermò il suo spirito aristocratico e anti-democratico (ma, soprattutto, anti-quellacosacheLorenzchiama”Dottrina-pseudo-democratica”) esaltando figure quali quella dell’uomo di genio o quella dell’oltre-uomo.

Solo stasera mi è capitato di leggere questo post a cui vi rimando, che riguarda questo argomento medesimo e con cui mi trovo in gran parte d’accordo, e che colpisce il nostro argomento giusto lì, dove deve farlo.  Leggi il resto di questa voce