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La vespa

Tristo ingannatore

re della menzogna;

vespa stercoraria che deponi

sulle più orribili spine e disgustose

la tua dolce e venefica secrezione

quel miele

di morte.

 

Solo tu puoi

trasformare in sterco tutto ciò che

è bello e tuttavia

far apparire attraente

il mondo in rovina.

 

Indichi cose che nessuno

sano di mente

troverebbe attraenti

ma se c’è qualcuno che mente

eccoci tutti a dir

lo voglio!

 

Ma non lo vogliamo

e non ti vogliamo

e te ne tornerai nel tuo buco

malsano

a nutrir le tue larve

di sterco.

 

Almeno finché non verrà

il fuoco

nei tuoi alveari

e brucerai

ieri, oggi e domani.

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Il buio

Il sole è tramontato
già scoppiettano i falò nella valle
risa, balli e canti tutti attorno
e si fanno beffe
del buio.
Sul loro capo le stelle,
fuochi ai loro piedi, in loro potere
tuttavia meravigliosi e misteriosi,
imprevedibili.
Il buio si colora
e qualcuno contempla le mille sfumature
della notte:
presto andrà ad attendere l’alba.

In un mondo lontano
c’è una cella.
Buia.
Una lampadina sempre accesa
na roba alogena, acceca.
Un uomo contempla le macchie sul muro
seduto sul letto.
Quel poco di muffa
è quanto di più colorato ci sia in vista.
E domani? Anche domani sarà così.
Non cambieranno queste quattro mura
non si spegnerà la lampadina,
o chissà quali terrori
potrebbero entrare da quella minuscola  finestra
da cui, una volta l’ha vista,
a volte entra una luce azzurrina
chissà cosa potrebbe fargli
il buio.

 

Tornato… ma per poco

Rieccomi qua, nell’improbabile caso che sia mancato a qualcuno. 
Ad ogni modo non rimarrò per molto, Sabato inizia il Campo Mobile Nazionale e sarò lì fino al 12, poi mi è stata comunicata l’ammissione al campo scuola di primo tempo e dal 19 al 25 sarò là. quindi st’estate è un po’ così, ed in questo preciso istante non ho grandi idee (vi siete risparmiati un racconto aulico sul ritorno al cesso di casa, ringraziatemi). 
Nei prossimi giorni forse pubblicherò il terzo capitolo di Babbo Natale è morto, scritto in Grecia durante la settimana, ma non aspettatevi chissà che. 

 

Possi arde! (.cit)