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La vespa

Tristo ingannatore

re della menzogna;

vespa stercoraria che deponi

sulle più orribili spine e disgustose

la tua dolce e venefica secrezione

quel miele

di morte.

 

Solo tu puoi

trasformare in sterco tutto ciò che

è bello e tuttavia

far apparire attraente

il mondo in rovina.

 

Indichi cose che nessuno

sano di mente

troverebbe attraenti

ma se c’è qualcuno che mente

eccoci tutti a dir

lo voglio!

 

Ma non lo vogliamo

e non ti vogliamo

e te ne tornerai nel tuo buco

malsano

a nutrir le tue larve

di sterco.

 

Almeno finché non verrà

il fuoco

nei tuoi alveari

e brucerai

ieri, oggi e domani.

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Nuove lettere – 6 Dicembre

ATTENZIONE: La lettera che potete leggere qui sotto coinvolge direttamente i personaggi del libro “Babbo Natale è morto”. Essa non contiene anticipazioni degli eventi raccontati nel libro ma, essendo scritta in un periodo successivo alla vicenda narrata, può comunque riportare informazioni che chi non avesse ancora letto il suddetto libro potrebbe non voler conoscere.

Venerdì 6 Dicembre 2013

Caro Babbo Natale,

innanzitutto, sappi che posso chiamarti come mi pare, e che se mi va di chiamarti così lo faccio.

Hai ragione tu: ho scritto quella lettera perché avevo bisogno di urlare quelle cose a qualcuno, ed in quel momento non c’eri. Poi è stato divertente farlo: sei così diverso quando scrivi… sembri quasi una persona seria.

Comunque… perdonami, avevo dimenticato che proprio in questo periodo era successa quella cosa orribile, mi dispiace tantissimo avertelo fatto ricordare. Ti prego, non mi tornare depresso come prima, sono tutti depressi in questo mondo!

Mi sono stancato dei musi lunghi, della gente che si lamenta in continuazione, di chi passa le giornate a piagnucolare pensando che capitino tutte a lui, e che tutti ce l’abbiano con lui…

Lo so, potresti dirmi che io sono proprio così, ed avresti ragione. Ma io sono un ragazzino, no? Un bimbetto. E poi sto migliorando, e spero di riuscire a mettere in pratica queste tue parole per affrontare questo mondo con un po’ di allegria, anzi, di “gioia”, come diresti tu. Leggi il resto di questa voce

In oculo Serpentis – Capitolo II

Ci si sente il 12 Agosto!

2

Inferno

Guardai l’orologio e scoprii che erano ancora le 3 di notte, in effetti era buio pesto. Perfetto, pensai, uno psicopatico è riuscito a rovinarmi il sonno della domenica, e di certo non sarei riuscito a riaddormentarmi con quella roba in mente. Presi quindi il tomo e lo portai con me in salotto, lo appoggiai sul tavolino e, con cautela, lo aprii. Le pagine erano bianchissime, l’inchiostro più nero della pece, la carta ancora tiepida, come se fosse stato stampato pochi minuti prima. Era scritto a mano.

Quello che stai per leggere è la cronaca di ciò che ho visto durante la mia permanenza in questa terra. Leggendolo capirai cos’è successo, succede e succederà. Consideralo una richiesta di aiuto e rispondi alla mia chiamata, ti prego. Perché solo in questo modo potrò salvare coloro che amo, e tra quelli ci sei tu. Durante la mia lunga vita ho sofferto e gioito, io mi batto perché voi possiate fare lo stesso, perché colui che non sono ancora pronto a nominare non vinca. Non so se riuscirò a salvare anche me, ma questo non è importante, ho già avuto tante di quelle opportunità, che la speranza pare ingiustizia, ma voi non solo potete: voi dovete. Forse sbaglio a dirti questo ma la Giustizia mi impone così: non sei costretto ad accorrere, libertà hai avuto nascendo, libertà avrai ancora morendo. È però presto per parlare di questo: osserva e taci.” Leggi il resto di questa voce