Archivi Blog

Le pre-persone, di Philip Dick (Parte 1)

A questo link trovate la registrazione della prima parte del racconto “Le Pre-Persone” di Philip K. Dick.

Qua in un articolo di Tempi il racconto completo:
https://www.tempi.it/le-pre-persone-dick-autore-di-blade-runner-aveva-gi-previsto-tutto-nel-1974/

Ama il prossimo tuo come te stesso… ?

“Ama il prossimo tuo come te stesso”

È paradossale come quegli eretici da quattro soldi che oggi spuntano qua e là (e che non dicono affatto qualcosa di nuovo, ma sempre la stessa roba da millenni che si riconosce perché sa di pane raffermo) e che combattono strenuamente l’esistenza dell’Antico Testamento ed il riconoscimento dello stesso come ispirato dallo Spirito Santo puntino così tanto su questo “comandamento dell’amore”: eppure è veterotestamentario. (Lv 19, 18: Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.)

E ti chiedi perché, questi signori che hanno tanta paura dell’AT (il LEVITICO poi!), puntino tanto su un comandamento così antico…

La realtà è che Gesù va oltre, e chiama gli uomini ad un amore molto più grande, infinitamente più grande: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati”, che significa sia “dare la vita per i propri amici” (che sono le parole successive nel versetto di Giovanni 15), sia amare come Dio ama, amare con Dio, amare in Dio, quindi divenire partecipi della Sua natura divina. Leggi il resto di questa voce

Diritti e doveri?

Fin da quando eravamo bambini, fin da quando ERO bambino (in questo momento il mio essere ancora bambino non è così utile alla trattazione, e non mi veniva in mente un’incipit più intelligente, ecco) gli adulti ci riempivano la testa con tutte queste parole strane: sembrava, e a molti sembrerà ancora, che esistessero cose come i “diritti” e i “doveri”, cose inviolabili, cose sacre, cose eterne.
Ma io vi chiedo, adulti del 2012, di smetterla di riempire la testa dei bambini con questi concetti incomprensibili (queste stronzate, sì, ci siamo capiti), che saranno sicuramente fraintesi da qualsiasi bambino degno di questo nome, e mi spaventerei se un bambino di 10 anni capisse davvero cos’è un diritto, per diversi motivi che ora non voglio condividere (la colpa è di un conflitto di congiuntivi, prendetevela con la mia grammatica).
Il rischio è infatti che i bambini ci credano davvero, ai diritti, e se Rousseau scriveva di non parlare di Dio con i bambini perché essi non fraintendessero, io dico di non parlare nemmeno di legge o di diritti, tanto meno di doveri, il fraintendimento dei quali è ben più pericoloso del fraintendimento di Dio (Rousseau non credeva che la conversione dipendesse dalla volontà di Dio, la mia esperienza mi dice che si sbagliava di grosso).

Il fatto è che i diritti non hanno nulla di inviolabile, nulla di trascendente, nulla di eterno, e mi sento davvero un cretino a doverlo scrivere, perché persone più intelligenti e più colte di me lo ripetono da un paio di secoli (anche se io penso che, a suo modo, lo avesse capito già San Paolo, e chissà quanti prima di lui), ed in generale non hanno un valore maggiore di quello che si accorda loro, poiché sì, i diritti sono del tutto, completamente umani.  Leggi il resto di questa voce