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La Giustizia

Oggi, chiaramente, me so’ svegliato storto.

Per qualche strano motivo, forse in seguito a discussioni sorte negli ultimi giorni, mi sono posto questa domanda: ma cosa è la giustizia?

Molto spesso leggo questo termine usato in situazioni ambigue, o meglio, nella situazione ambigua per eccellenza, quando si parla di giustizia, che è spesso anche l’unica in cui se ne parla: quella situazione in cui si chiede giustizia DOPO che qualcosa è accaduto.

Così si sentono espressioni come “voglio giustizia!”, “voglio che sia fatta giustizia!”, “è giusto che x paghi!”, eccetera, eccetera, eccetera.
Ma io mi chiedo, che giustizia è questa che pretendi?

No, perché, se mi è permesso esprimere una personalissima opinione, normalmente con “giustizia” intendo quella condizione in cui tutto va per il verso giusto, ovvero quella in cui tutti sono felici e contenti e nessuno fa del male a nessuno, detta in termini poveri e minimali.

E capisco che, in certi casi, ci può essere una giustizia DOPO il fatto: se c’è un furto, ad esempio, la giustizia può essere facilmente ristabilita con la restituzione del maltolto, ma quanti sono i casi in cui questo è effettivamente possibile? Ben pochi.

Ma allora, che è sta giustizia?  Leggi il resto di questa voce

Padre

Padre

Se pensandoti arrabbiato
deluso, contrariato, amareggiato
potrò fare a meno di tremare;
se quando meritando la sberla una carezza
perché mi ami mi sfiorerà con delicatezza
e non mi sentirò un verme, non ne verrò umiliato;
se mi regalerai sorrisi con leggerezza, senza pudore
per paura di non essermi amico, perché non vuoi che provi timore
e sorridendo ti ricorderò, come quel vecchio che mi faceva sì tanta tenerezza;

potrò anche chiamarti padre,
potrò anche volerti bene,
ma mai, ti assicuro
come te vorrò
essere.

Una vecchia poesiola per farmi perdonare il wall text, devo curare la mia prolissitudine (lo so che si dice prolissità, ma prolissitudine è più bello).