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Tra segreti e Mistero

L’aveva finalmente trovato, la sua ricerca era andata a buon fine. Era in quella casa: lo sapeva e lo sentiva, in quella capanna persa tra i monti, circondata dai boschi, lambita ora dal sole mattutino. Colui che conosceva i segreti, colui che molti avrebbero voluto ascoltare per ottenere le chiavi della realtà, colui che si nascondeva per la pericolosità delle sue conoscenze… era finalmente stato scovato.

La ragazza bussò alla porta, tremante per l’emozione.

Nessuno rispose.

Bussò di nuovo.

Niente.

Bussò ancora.

Ma dopo tutta la strada che aveva fatto non si sarebbe certo arresa. Così si sedette davanti alla porta, certa che prima o poi quell’uomo sarebbe arrivato.

Si addormentò.

La porta, aprendosi, la svegliò quando il sole era già alto nel cielo, ma la fanciulla non si lamentò dell’urto, anzi esclamò:

Sapevo che si trattava di un’altra prova! Finalmente l’ho trovata!”

Il vecchio la guardò con commiserazione, con un mezzo sorriso nascosto dalla folta barba bianca.

Non c’è mai stata nessuna prova. Ho soltanto deciso di uscire di casa… e un’estranea dormiva appoggiata alla mia porta. Ha bisogno di qualcosa, signorina? Non le conviene addormentarsi da queste parti, forse non sa con quale rapidità può cambiare il tempo, e quanto può essere difficile tornare indietro in mezzo alla tempesta.”

La ragazza sapeva che l’uomo stava dissimulando, si stava prendendo gioco di lei per impedirle di scoprire le verità che teneva strette tra le sue mani.

So che lei conosce delle cose…”

Tutti conosciamo delle cose e tutti ne ignoriamo altre. Ad esempio ignoro il suo nome.”

Il mio nome è Sofia, ma il suo lo so già…”

Bene, Sofia, vedo che si informa molto meglio di me.” Disse il vecchio con una risata.

Ma non parlo di cose ordinarie, ecco… so che lei sa delle cose che nessuno conosce, lei conosce dei… dei segreti. Celati a tutta l’umanità. E volevo…”

L’uomo smise di sorridere.

Chiuderò questo sciocco discorso prima che lei si offra di diventare mia schiava. L’unico segreto che conosco è questo: non esistono segreti! È tutto davanti ai suoi occhi, non c’è bisogno che le insegni nulla. Ora, se non le dispiace, devo andare a prendere della legna per accendere il fuoco. Mi sono rimasti soltanto certi ciocchi che nemmeno un fulmine riuscirebbe ad appicciarli!” Leggi il resto di questa voce

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Salmo

Dio, mia giustizia, ascoltami!
Ascolta la mia voce!
Il mio fratellino sta piangendo,
il suo cuore è ferito
da una freccia mortale
e io non posso fare niente per lui.

Fino a quando, Signore, fino a quando
dovrò guardarlo piangere con mani legate?
Tu, Signore, hai distrutto la morte,
puoi salvare l’agnellino che ha smarrito
la via dell’ovile!

La mia mano è pesante, Signore,
e la mia voce grave e roca;
se provassi io a liberarlo
potrei fargli ancora più male.
Se lo chiamassi fuggirebbe!

Ma la tua voce è un fiume
di latte e miele,
la tua mano più delicata
di una piuma.
Stringilo a te, Signore!
Fagli sentire la tua voce!

E poi raccontami del suo sorriso,
ripetimi il suo canto di gioia,
fammi immaginare il caldo colore del suo viso.

Assurdo: Dio ci dà da mangiare suo Figlio

Assurdo: Dio ci dà da mangiare suo Figlio

Sabato scorso, avendo ****** detto di essere molto eccitato all’idea di ricevere, il giorno seguente, l’Eucaristia per la prima volta, ******* ha detto una cosa interessante, potremmo chiamarla un’obiezione, a cui vorrei rispondere ora che siamo in tanti, perché tutti possiate meditarci.

Ciò che ha detto è molto interessante, perché è la stessa cosa che pensavano molti discepoli quando Gesù disse:Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”, ma anche la stessa cosa che pensavano i pagani quando sentivano dire che i cristiani mangiavano il corpo di Cristo: prendere l’eucaristia è una cosa da cannibali?

Quei discepoli si allontanarono da Gesù, perché non potevano sopportare un’idea del genere: “questo parlare è duro”, dicevano, non riuscivano a capire, ma è proprio così: Gesù è il pane per la vita eterna, ricevendo l’Eucaristia mangiamo davvero il corpo e beviamo davvero il sangue Gesù, non è un simbolo, è proprio questo.

Se ci pensate è una cosa grossa, tanto grossa: Dio ci ama così tanto da mandare sulla terra il suo Figlio unigenito, da mandarlo a morire, da darcelo perché mangiamo il suo corpo e beviamo il suo sangue. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” Disse Gesù durante l’ultima cena: nessuno può amare più di così.

Ma per capire quanto davvero è grande il suo amore, dobbiamo dire anche perché è sbagliato dire che si tratta di cannibalismo: il cristiano è molto diverso da un cannibale, per varie ragioni. Leggi il resto di questa voce

Nuove lettere – 6 Dicembre

ATTENZIONE: La lettera che potete leggere qui sotto coinvolge direttamente i personaggi del libro “Babbo Natale è morto”. Essa non contiene anticipazioni degli eventi raccontati nel libro ma, essendo scritta in un periodo successivo alla vicenda narrata, può comunque riportare informazioni che chi non avesse ancora letto il suddetto libro potrebbe non voler conoscere.

Venerdì 6 Dicembre 2013

Caro Babbo Natale,

innanzitutto, sappi che posso chiamarti come mi pare, e che se mi va di chiamarti così lo faccio.

Hai ragione tu: ho scritto quella lettera perché avevo bisogno di urlare quelle cose a qualcuno, ed in quel momento non c’eri. Poi è stato divertente farlo: sei così diverso quando scrivi… sembri quasi una persona seria.

Comunque… perdonami, avevo dimenticato che proprio in questo periodo era successa quella cosa orribile, mi dispiace tantissimo avertelo fatto ricordare. Ti prego, non mi tornare depresso come prima, sono tutti depressi in questo mondo!

Mi sono stancato dei musi lunghi, della gente che si lamenta in continuazione, di chi passa le giornate a piagnucolare pensando che capitino tutte a lui, e che tutti ce l’abbiano con lui…

Lo so, potresti dirmi che io sono proprio così, ed avresti ragione. Ma io sono un ragazzino, no? Un bimbetto. E poi sto migliorando, e spero di riuscire a mettere in pratica queste tue parole per affrontare questo mondo con un po’ di allegria, anzi, di “gioia”, come diresti tu. Leggi il resto di questa voce

La risposta – 4 Dicembre 2013

ATTENZIONE: La lettera che potete leggere qui sotto coinvolge direttamente i personaggi del libro “Babbo Natale è morto”. Essa non contiene anticipazioni degli eventi raccontati nel libro ma, essendo scritta in un periodo successivo alla vicenda narrata, può comunque riportare informazioni che chi non avesse ancora letto il suddetto libro potrebbe non voler conoscere.

 

 

Mercoledì 4 Dicembre 2013

Tommaso,

mi chiedo come mai tu abbia sentito il bisogno di scrivermi una lettera, dato che possiamo tranquillamente parlare di persona, e di qualsiasi cosa. In effetti è quello che facciamo, ed anche io potrei rispondere a quel testo dicendoti tutto a voce, piuttosto che consegnandoti la mia risposta come invece farò (e avrò fatto, nel momento in cui leggi).

Forse l’hai fatto ricordandoti di ciò che successe l’anno scorso, forse perché alcune cose erano un po’ difficili da dire di persona, forse per gioco, o forse perché avevi bisogno, proprio in quel momento, di urlare quelle parole a qualcuno. Chissà. In realtà non è poi così interessante.

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