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I vent’anni dell’educatore

“Ho vent’anni.

Sai, tutti dicono che a quest’età non bisognerebbe pensarci, che dovremmo “goderci il momento”, goderci i nostri vent’anni.
Ma cosa sono i nostri vent’anni?

Non sono molti, guardo dietro di me e non c’è molto, sto qui a meravigliarmi di come le cose siano diventate più facili, di come il mio corpo sia più forte, la mia mente più agile, il mio spirito più pronto di quand’ero un ragazzino.

Ma nel meravigliarmi di questo, nel compiacermi di questo, mi rendo conto che tutto ciò non durerà.

Ho tanti progetti, sai? Ci sono tante cose che mi piacerebbe fare, tante cose che vorrei ottenere da questo mondo, e penso di averne le forze.

Sì, ora ho le forze.

Ma per quanto ancora?

Quanto ci metterà il mio corpo ad iniziare ad indebolirmi? La mia memoria, quando inizierà a svanire? Quando tornerò debole come un ragazzino che si intimidisce con un solo sguardo di quelli “più grandi”?

Tutte le cose che vorrei fare, potrò farle? O la morte distruggerà tutto domani? Tra un paio d’anni? Tra altri vent’anni? Oppure verrà prima la vecchiaia, e anch’essa distruggerà quello che può?

Tutto questo non ha senso.

No, non ha senso avere vent’anni, come non ne aveva averne quindici. Non ha senso diventare più forti, se poi ci si indebolirà, non ha senso imparare tante cose che poi dimenticherò, non ha senso allenarsi in ogni virtù, se il mio destino è di abbassare gli occhi senza saper che dire ogni volta che mio figlio mi dirà che sbaglio e che tutto ciò che gli ho insegnato è sbagliato.

Non ha senso. Niente ha senso.

È tutta colpa della morte. Del fatto che le cose finiscono. Ma tutte le cose finiscono, e noi cosa siamo?

Sono forse diverso da questo sasso? O da questa pianta? O da quel passero? No, anche io finirò, come finiranno i miei vent’anni, come finirà il mondo. Come finisce la vita.

E se dev’esserci un senso, non può essere che nella morte. Se non c’è un senso nella morte, non c’è da nessun’altra parte, perché solo la morte c’è, che le cose esistano o non esistono, moriranno ugualmente. Se anche fossi un sogno dovrei morire, perché anche i sogni muoiono quando finiscono, basta che chi li fa smetta di sognare.

Lo capisci? La morte, è la morte… è la morte che regna in questo mondo, e a che serve costruire opere che moriranno? A che serve… Diamine, l’ho già detto!

Niente serve a nulla! Tutto finisce, e allora perché dovrei iniziare qualcosa?” Leggi il resto di questa voce

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Sul letto di morte.

In questa Europa vecchiarella
se mi dici Antichità
penso ai marmi candidi
ai cieli stellati
a domande di menti innamorate.

Se mi dici Roma
penso alle porpore, ai verdi allori,
a guerre furiose
a grandi oratori.

Se mi dici età germanica
uomini rozzi sì ma allegri
che si fan beffe dei lussuriosi
attorno a fuochi sempre accesi. Leggi il resto di questa voce

In oculo Serpentis, l’incipit

Qui sotto troverete il primo paragrafo del mio libro, che molto probabilmente nessuno di voi (nemmeno quelli a cui ho inviato il pdf) ha letto. 

In effetti l’ho aggiunto molto recentemente, nel momento in cui mi sono trovato a riscrivere per intero i primi due capitoli. Ricordo che per leggere il libro (allo stato attuale, dunque incompleto) basta chiedere, riceverete il pdf per e-mail. 

 “Padre, ti senti meglio? Non dovresti cantare in queste condizioni.”

Non mi sento meglio, figliolo, e non succederà più. Chiama i tuoi fratelli.”

Sono qui, non vedi?”

Sì, vedo, è giunta l’ora.”

Di cosa stai parlando?”

Non vi ho mai spiegato molte cose, lo farò adesso.”

Ma non stai bene, non dovresti…”

Solo questo mi manca.”

Lascialo parlare – disse il fratello maggiore, con voce ferma – sai bene che quando i suoi occhi brillano così non c’è niente che possa farlo ragionare.”

Brillano davvero? Spero di non mettermi a piangere quando avrò finito, davanti ai miei figli…”

Un bisbiglio avvolse la capanna, si meravigliavano che il padre avesse ancora voglia di scherzare, vecchio e malato com’era; non intuivano la serietà di ciò che stavo per raccontare, né il mio bisogno di liberarmi di quel peso, anche scherzando. Leggi il resto di questa voce